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mercoledì 29 settembre 2010

Welcome to Fortune City.

Dead Rising 2 è qui. E' arrivato, nel bene o nel male, con i suoi litri di sangue, i suoi centinaia di zombie, le sue armi inventate e la sua meccanica di gioco unica.



Avete 72 due a tirare a campare. 72 ore che sono intense come tutta la vita.
Voi siete l'ex pilota di motocross Chuck Greene che cerca di recuperare lo Zombrex (unico farmaco che ritarda gli effetti del contagio zombie) per vostra figlia e l'unico modo per farlo è massacrare zombie in un gioco a prove chiamato "Terror is Reality" in cui si vincono soldi.
Certo, il mondo è andato a puttane, i morti si sono risvegliati ed hanno iniziato a mangiare i vivi ma c'è sempre chi è disposto a pagare bene un pazzo che guida una moto con due motoseghe pronte a ridurre in brandelli i "diversamente -vivi".
Finchè c'è chi paga, c'è chi vende ed allora anche il farmaco Zombrex viene dato ,solo a chi se lo può permettere.
Ma tu, Chuck, non hai la possibilità di permettertelo... ma devi averlo.
Un gioco che dura 72 ore, tre giorni da quando i cancelli che contenevano gli zombie usati per Terror is Reality sono stati liberati a Fortune City ed hanno iniziato a mangiare gente.
72 ore in cui potrete investigare su chi ha cercato d'incastrarvi.
72 ore per decidere se salvare civili oppure uccidere zombie in modi sempre più atroci e geniali.
72 ore per somministrare regolarmente il preziosissimo Zombrex alla vostra bambina.



Per ora ci ho giocato ancora poco per dare un Giudizio Gratuito, da quello che ho visto c'è tanto divertimento, qualche pecca grafica e un personaggio in costante crescita come nei migliori GDR.

mercoledì 11 agosto 2010

Shocker: perchè two film son megl'che uan.



Si cazzo, perchè lo davano anche questo su notte horror.

Da un Wes Craven che al tempo ci credeva un poco di più ecco un piccolo film horror che in realtà sono due.

Jonathan Parker (un ancora non-regista Peter Berg) è un ragazzo come molti altri che dopo una brutta botta durante gli allenamenti di football inizia ad avere visioni di gente che crepa.
Il giovane non sa dire se le sue visioni sono vere o no, finchè un giorno non vede la sua famiglia massacrata da un killer (Horace Pinker a.k.a. Mitch Pileggi famoso per il serial televisivo X files) e scopre di poter prevedere i movimenti dello psicopatico assassino.
Con l'aiuto del padre detective che si fida (con qualche problema) delle intuizioni del giovane, i due riescono a catturare il maledetto Horace grazie ad alcuni indizi (come il furgone da antennista con il quale girava) e a farlo friggere sulla sedia elettrica.

E qui finisce il primo film.

Poi, come "Dal tramonto all'alba" cambia tutto... Horace riesce a diventare un essere di energia pura che si aggira tra il tubo catodico e le persone stesse, seminando il terrore e braccando il giovane che lo fece condannare.

Nella seconda parte del film Wes si dà allo show grasso, perdendo ogni logica a favore del divertimento un pò ignorantotto e assurdo degli anni in cui non dovevi spiegare allo spettatore perchè succedeva una cosa, ma dovevi farlo divertire e basta.
E così inizia il carosello dell'assurdo...

Rivelazioni alla "Luke sono tuo padre" che concludono la prima parte del film (la ricerca al serial killer, anche non troppo esaltante...) sfondano lo schermo per iniziare lo spettatore ad un film che prende tutto dappertutto e lo concia come una polpetta d'avanzi, magari non sanissima e raramente digeribile ma comunque gustosa...

Spiriti del bene e spiriti del male, Sci -Fi da terza elementare, immolazioni gratuite, possessioni spiritiche, ritorni dalla tomba, amuleti, meta - televisione e se vogliamo anche un piccolo significato nascosto che possiamo raschiare dal fondo del barile su quanto l'allucinarsi davanti ad uno schermo possa far male.

Ma forse sto cercando oro dove non dovrei... un Wes Craven che fa divertire, tanti attori che con il tempo abbiamo conosciuto e omicidi a catena sono ciò che rendono sto film (o, come a me è sembrato, questi due film) un buon modo per riempire un'ora e mezza in cui non si sa proprio che cacchio fare.

mercoledì 14 luglio 2010

La Horde

In una Francia di poliziotti dal grilletto facile e la vendetta pronta (tra i quali c'è uno uguale al cattivo di IRON MAN) e mafiosi nigeriani che urlano "Io sono nigeriano, io sono nigeriano, io sono un fottuto nigeriamo", stanno per arrivare degli zombie con i denti aguzzi pronti a fare un buffet di mangiaformaggio.

E non mi sto inventando nulla.




Questo film c'insegna tante cose, ad esempio se sei un negroide non significa che non puoi diventare zombie (alla faccia tua, Romero!) e che le diverse etine (arabi, francesi, nigeriani) possono unirsi e collaborare sotto un fronte comune, basta che ci sia qualcosa a cui sparare.

E così vien fuori sto La Horde, film che volevo tanto vedere e che sotto alcuni punti di vista mi ringalluzzito, ad esempio ci sono gli zombie.

Tanti zombie.

Poi... beh il resto non è che sia tutto sto granchè, eh.

Alòra: siamo in francia, ok? Dei mafiosi nigeriani hanno ucciso male, ma proprio male, un poliziotto, ok? I caramba francesi sono cazzuti e si mettono il passamontagna e vanno ad ammazzare i nigeriani nel condominio dov'è ambientato tutto il film, ok?

Ok, fin qui tutto bene.

Ma bene davvero: il film inizia e ci prsesenta i fatti, un paio d'inquadrature sapienti (purtroppo, forse, le uniche) ci fanno capire con chi abbiamo a che fare e in un battibaleno siamo a fianco della squadra di vendicatori a vivere quello che è a tutti gli effetti un buon action thriller.

Yannick Dahan e Benjamin Rocher fanno la squisita mossa che fece Robert Rodriguez con "Dal tramonto all'Alba", anche se non così marcata, ci illudono di una cosa e poi, all'improvviso e senza avviso o spiegazione (come nei veri film di zombie, faccino ammiccante e provocatore) ci catapultano in un'orgia infernale di resuscitati famelici e assai difficili da uccidere. O così sembra, visto che poi si mettono ad ammazzarli a mani nude.



Poi che succede? Boh.

Davvero, non si capisce a che prende a sti registi che iniziano ad infilare delle inquadrature WTF una dietro l'altra.
Nell'ordine: un nigeriano che uccide uno dei suoi ex amici, oramai zombie, spiaccicandogli la faccia contro un pilastro di cemento urlando la fatidica frase:"Io sono nigeriano, io sono nigeriano, io sono un fottuto nigeriamo", il tutto mentre fissa a cazzo quello che dev'essere un effetto in CG montato dopo e con poca voglia.

Ma quello che è ancora peggio... è l'immagine della copertina! La vedete, no? Figata con tutti quegli zombie e bla bla... beh l'immagine era utile più o meno come il tipo in Matrix che non dice una parola in tutto il film e crepa subito. Non so se lo ricordate, era quello con gli occhiali, dei ribelli... dai ... quello che ammazzano togliendo la spina.

Ecco, quell'immagine - menzognera, visto che c'è solol'arabo sulla macchina mentre gli altri sono a puttane- è gratuita e stupida, mi pare di vedere proprio la coppia
Yannick Dahan e Benjamin Rocher che dice "Beh, qui ci piazziamo una scena figa con il tipo sulla macchina e miglialia di zombie, così se sembrava un film horror normale facciamo capire a tutti che amiamo la saga di Residen Evil."

A parte queste piccoli ma noiosi intralci nella regia (e pure nella trama...), il film rimane un buon interattenimento horrorifico, si lascia guardare e a qualcuno potrebbe anche piacere.

Chiudete due occhi sul sopravvissuto della guerra contro i musi gialli che sfodera un arsenale a babbo dall'immenso nulla. Perchè è ovvio che in Francia le portinerie hanno i mitra, bah, spero di aver capito male io.

venerdì 4 giugno 2010

Tutti NAZI/ZOMBIE con il culo degli altri.

è da un pezzo che raccolgo materiale per "5 film in 5 giorni: Special Zombie Edition", il problema vero è che vorrei fare l'articolo quando uscirà qualche zombie news di spessore, allora ogni tanto sbologno recensioni di film Zombie che sennò mi rimangono sul groppone.

Per tenere comunque un filo conduttore, i due film qui di seguito non solo parleranno di Zombie, ma addirittura di... NAZI ZOMBIE!

OUTPOST



Il primo nazi-zombie movie è OUTPOST e arriva dall'Inghilterra, paese di pioggia e piercing alla vagina.
Film del 2008 narra delle vicende di un gruppo di mercenari dell'Est Europa che viene assoldato da un misterioso geologo per accompagnarlo in un bunker abbandonato dalla seconda guerra mondiale.
Misticismo e Pseudo-scienza catapulteranno l'allegro party nelle fauci di un esercito immortale ed implacabile che è rimasto racchiuso nelle piaghe del tempo sin dalla fine della guerra.
Che dire? Beh, i nazi zombie fanno sempre la loro porca figura così come la scienza che s'incontra con il mistico; per il resto Steve Barker confeziona un horror movie mediocre, aiutato dalle atmosfere clasutrofobiche (ma lontane secoli da quelle di The Descent) e dal buon make up che riesce ad emozionare dove la recitazione mediocre degli attori fallisce.
Il party è fottutamente classico e c'è anche il negretto per rispettare tutti i canoni del genere, gli zombie fantasmi si muovono in un modo parecchio strano (cioè, se possono apparire alle spalle dal nulla, perchè prendersi proiettili a palate?) ma dopotutto ho visto di peggio: i commenti di Raffo.

Dead Snow



E chi s'aspettava una commedia dell'orrore made in Norvegia? Cioè, che io sappia lassù stanno solo a prendere salmoni... e invece...
E invece un cazzo. Fa ridere, è vero, ma dieci minuti d'ilarità non possono essere una scusante per novanta minuti di inisipidi personaggi, di cui ci rimangono nella mente un paio di loro e oltretutto a brandelli...
La trama? Un gruppo di ragazzi (ma dai?) và in una casupola in montagna (massù!) e lì trova il tesoro dei maledetti nazi che ruppero le palle tempo addietro ai paesani che giustamente gli ammazzarono tutti. Allorchè i nazi si svegiano per riprendere il loro tesoro (Yauh...)e uccidono i giovani.
Perchè questo film è degno di essere ricordato?
1- un tipo cicciotto fa la cacca in uno di quei cagatoi separati dalla casa come si usavano 40anni fa, una tipa entra e si fa scopare mentre lui scagacurengia tutto. Giuro.
2- uno, attaccato dagli zombie nazi afferra falce e martello. Incrociando i due arnesi un nazi zombie ha una reazione di repulsione tipo Dracula e croci.
3- un personaggio di origini ebraiche viene morso e si chiede se sarà contagiato, visto che è un pò ebreo. Nel dubbio si sega via un pezzo di corpo, andando contro alle richieste dell'amico che diceva di fermarsi, poi appare un altro zombie. Lo morde. Il tipo si trancia via ancora una parte di braccio.
Alla fine arriva uno zombie che gli morde le palle. E a questo punto il tipo ci rinuncia.
Bello l'impegno, ma trooooooppo banale il cast! O fai Scary Movie o L'armata delle Tenebre, un film che è in mezzo io non riesco a scusarlo del tutto.

giovedì 29 aprile 2010

DOVE SONO FINITI QUEI CARI,BELLI E UN POCO TRASH HORROR GAME? parte 5, il mitico ritorno.

Premessa delle premesse: questo post doveva essere di Parassite Eve. Ma la SQUARENIX ha da poco annunciato che il terzo capitolo della saga (il famigerato birthday, costola che si credeva dispersa per PSP) uscirà. Perciò P.E. non è più una cosa del passato, ma anzi è assolutamente attuale... detto questo:

ROSSA DI CAPELLI...



BLOODRAYNE 2 (perchè l'uno faceva un poco cagare)

Varie ed eventuali: dopo il successo di giochi come Tomb Rider e Soul Reaver non ci voleva un genio per capire che la prossima mossa per pescare all'amo giuovani e allupati giuocatori delle console(s) fosse unire il pelo di figa con quello di mostro. Per ovvie ragioni il risultato è stato: "sono una figa che ammazza i mostri" e non un "Sono un mostro che sta in mezzo alle fighe e se le fa, visto che tanto il gioco è da bollino rosso".
Ma alla fine và sempre così, l'idea più tosta non tira e il classicissimo Bloodrayne approda sulle mitiche console ( X-box, Cube, Play 2, Pc) nel 2002.
Tanto successo ma a denti stretti, perchè anche se viene localizzato in italiano le vendite non sono alte nel bel paese e nel mondo si vendono più i gagets legati al gioco che il gioco stesso, pochi anni dopo la Damphir (mezza vempira e mezza umana) Rayne torna con un seguito più emozionante. Ciò non la salverà dal dimenticatoio quando tutti si trasferiscono sulle nuove console.
Almeno per ora.
Trama: sta bonazza mezza vampira di Rayne si ritrova in una metropoli dei giorni nostri a confrontarsi con il suo malefico padre, il terribile KAGAN!
Si. Si chiama così per davvero!
Comunque... putiferio, zombi che escono da ogni dove, artefatti antichi e gente fuori di cozza.
Ma ricordiamoci l'importanza del vampiro KAGAN.



Cosa ci piace? tre cose: 1- Rayne è una porca provocatrice che continua ad ammiccare in un succinto vestito brandendo due -E DICO DUE- enormi lame, chiari simboli fallici. 2- L'invasione della metropoli è davvero divertente, gli zombi escono da ogni luogo e le brevi scene animate hanno una buona regia. 3- tra i modi in cui Rayne finisce gli avversari è impossibile non apprezzare "l'abbraccio della morte a cavalcioni, puttana da gogo tales style"

Cosa non ci piace? lasciando perdere il fatto che questo gioco è il clone di un clone di un clone, non possiamo perdonare nè il finale inconcludente e neppure la grafica dannatamente brutta. E qui da noi è arrivato pure con due anni di ritardo!



Che fine ha fatto? ha ha ha, ho ho ho, hi hi hi... Rayne e le sue curve (ignude!) le potete ammirare nei DUE e dico DUE lungometraggi di dubbia bellezza create dal regista "sbriciola licenze" Uwe Boll.E comunque la bella rossa mezzosangue vanta una vasta schiera di fans che s'intrallazzano con i vari ninnoli presi dal videogame e con i fumetti a lei dedicati.
Purtroppo, ad oggi rimane ancora latitante per quanto riguarda il mercato videoludico.

Ma era proprio una porca.

sabato 20 marzo 2010

FIDO



Sicuramente uno dei migliori zombie film degli ultimi dieci anni, uno splendore cinematogarfico che riesce ad essere critico, irriverente e comico come pochi altri prima di lui.

Purtroppo questa commedia horror canadese non ha riscosso successo al botteghino, ma comunque ha presenziato ad alcuni dei filmfestival più importanti del mondo, come: Toronto International Film Festival (2006), Sundance Film Festival (2007), Vancouver International Film Festival (2006), Kingston Canadian Film Festival (2007),Florida Film Festival (2007) ed infine al Fantasy Filmfest in Germany (2007).

La trama fa subito presagire un capolavoro; infatti immaginatevi un mondo fermo negli anni 50 con tutto quello che ne consegue: le villette a schiera dell'americano medio con il prato sempre perfetto, la televisione in bianco e nero, i vestiti in tinta unica, le aiuole curate dal comune senza che nessun tossico ci butti delle siringhe dentro, le famiglie tutte fatte con il copia/incolla che aspirano ad essere perfette con figlio bravo e moglie sottomessa e sorridente per poter non sfigurare al confronto con i vicini durante la grigliata della domenica ed esser così membri onorabili della società e tutti i carissimi zombie.
...ZOMBIE?
Già.

Come ci spiega un cine/documento propagandistico all'inizio del film, l'umanità ha appena affrontato una Grande Guerra contro le legioni di non morti che si sono risvegliate a causa di "misteriose radiazioni" venute dalo spazio. Così dopo numerose battaglie gli esseri umani hanno trovato una sorta di equilibrio nella tecnologia dell'azienda Zomcon che con le sue scoperte è stata risolutiva nel conflitto ed ora è praticamente il sostituto di ogni autorità prima costituita.
Soprattutto grazie ai collari di contenimento Zomcon gli zombie (che continuano a ricrearsi visto che ogni nuova morte è la nascita di un nuovo zombie), i non morti sono divenuti un elemento integrato ed utile nella società che tende ad essere coesa e perfetta, e così abbiamo lo zombie lattaio che ci lascia il latte alla porta, il teenager zombie che ci lancia il giornale nel prato ogni mattina, gli zombie da compagnia (assolutamente "in", tutti ne hanno uno! Altrimenti si fa brutta figura con il vicinato!), gli zombie giardinieri, gli zombie che ti salutano all'uscita della città, quelli che ti aprono le porte quando entri o esci da un edizicio pubblico... insomma, un casino di zombie per un casino di mestieri!



Ma per gli esseri umani, cosa cambia? Nulla, o quasi. Oltre ad aver una vita più comoda l'uomo medio svolge tutte le normali mansioni e coltiva i suoi vizi come se il mondo intorno a lui non fosse oramai un pullulare di bestie cannibali. Solo alcune cose cambiano, perchè la società deve anche tutelarsi per questo problema che non può ignorare e perciò al posto dei boyscout abbiamo dei cadetti Zomcon, l'ora di educazione fisica a scuola si svolge in un poligono di tiro a cielo aperto in modo che tutti i bambini possano esercitarsi ad uccidere gli zombie cattivi (ma non si può avere una pistola vera prima dei 12 anni, eh!), certamente la Zomcon entra nelle case di ognuno con le sue stupende invenzioni come il contabattiti per il cuore dei vecchi "appena smette di battere, noi partiamo - dice alla pubblicità un bel faccione acqua e sapone- perchè dei vecchi non ci si può fidare!" e per giunta il livello di criminalità è sceso a zero: le prigioni sono divenute ospizi e i criminali vengono buttati fuori dalle recinzioni che circondano le città per venir divorati dagli zombie selavaggi.



In questo mondo che un poco Happy Days e un poco La notte dei morti viventi noi seguiremo la storia di un ragazzino, Timmy Robinson, e della sua famiglia. L'imput che da inizio alla commedia è la scelta della madre di Timmy (Helen) che compra un servo - zombie per non sfigurare con i nuovi vicini che sono dei pezzi grossi della Zomcon. Nonostante la paura del padre e l'atteggiamento un pò scettico di Timmy in poco tempo lo zombie "Fido" si conquisterà le simpatie da parte della famiglia.
Cazzo sembra quasi di vedere il primo film del cane Beethoven.
Ovviamente tutto fila liscio come l'olio finchè il collare di Fido non fa cilecca - proprio quando stava nascendo un rapporto con il piccolo Timmy, direi un rapporto cane - padrone- e si mangia una vecchia rompiballe.
Da qui in poi è tutto un rivelarsi e ritrovarsi sentimentali e anche un pò buonisti in un film dove nessuno è davvero cattivo, uno zombie che sembra poter provare affetto e degli uomini che non riescono ad uscire dai loro schemi mentali retrogradi e l'affermarsi prepotente del ruolo della donna che non è più disposta a sfornare figli e basta.



Dolce, horror, comico e critico Fido è un film originale sui buoni sentimenti, sugli affetti e l'amicizia e su come i vivi possono essere più morti dei morti stessi quando permettono agli altri di condizionare la loro vita con i loro giudizi.
Timmy è effettivamente privo di una reale figura paterna, così come Helen vede negato il suo poter essere donna forte a discapito di un amore debole... una continua ricerca di questo ventaglio di personaggi che finiranno tutti per incontrarsi nell'inevitabilmente scontato - ma non per questo brutto - finale.
Per ultimo c'è una regia che aiuta in modo sapiente a trasportarci indietro nel tempo, la scenografia ed i set sono sempre ripresi con colori caldi e familiari, le scene di violenza sono accompagnate a musica dolce e non vengono mai riprese con troppo sadismo o particolari... anzi spesso Andrew Currie preferisce divertirci inquadrando solo delle sagome che ululano alla luna (per alcune resurrezioni) e filmando i momenti passati in macchina in vecchio stile: camera fissa, veicolo fisso e paesaggio "girevole" - anche se penso che in questo caso sia stato messo su blue screen- dietro.

Bello. Molto.

sabato 13 marzo 2010

5 film per 5 giorni: horror.

Consigli per condire la vostra settimana lavorativa abbinando un film ad ogni giorno!



LUNEDì: LEGION


Come ogni Lunedì a molti può non piacere, ma nonostante questo è giusto segnalarlo per chi ama quei prodotti che non sanno nemmeno loro che cazzo sono. Un pò action, un pò horror, un pò citazionista, un pò rambo con "messaggione" finale per salvarsi in corner e far sentire lo spettatore figo per averlo recepito: una stronzata a tutto tondo.
Come il Lunedì solitamente rispecchia la settimana che abbiamo davanti anche questo film non ci fa illudere sin da subito: l'arcangelo Michele arriva sulla terra tutto tatuato e ruba un'intera armeria per salvare un feto che se nascerà diverrà la speranza dell'umanità contro la furia... di nostro signore????
Una rivisitazione della Bibbia tutta casuale e tamarra dove Dio ONNIPOTENTE è in realtà un minorato visto che con tutte le sue truppe divine (angeli che possiedono uomini e divengono tipo zombie oblunghi e aracnoidi... bah!) non riesce ad espugnare un DINER in un cazzo di deserto americano difeso da una ciurma di babbei.
Dimenticate i film d'azione che si prendono in giro come "Hudson Hawk" oppure il mitico "l'ultimo boyscout" e scordatevi totalmente "L'armata delle tenebre". Sono tutti seri qui.
Se vi è piaciuto "Underworld" o "Costantine"... purtroppo siete gente che adorerà questo film del Lunedì.


MARTEDì: MUM & DAD



Siamo a Martedì, la settimana è iniziata e lo scazzo del Lunedì è scemato... vi dedicate a qualcosa di bello e prendete un pò di tempo per voi stessi, chiamate i vecchi amici e li invitate a casa per una pizza in compagnia. Siamo tra le calde mura domestiche ed allora cosa c'è di meglio che conoscere una bella famiglia disfunzionale come quella di "Me & Dad"? Padre che si masturba e viene su pezzi di cadavere di giovani ragazze, madre che mentre v' infila enormi punteruoli d'acciaio nelle carni e vi dice di non urlare, fratello minorato e sorella che rompe i coglioni.
Ah, La vostra famiglia non è così?
Allora solo la protagonista lavacessi di sto film è così sfigata da venir sequestrata e torturata da una banda di psicotici?
Un pò più di "Martyrs" e un pò meno di "Hostel" - e questo significa che è un film di una certa classe e qualità, mica le cazzate di Eli Roth!- sono gli ingredienti per questa sfiziosa torta da servire in famiglia. Soprattuto in presenza di bambini.


MERCOLEDì: Trick n'Treat.



Urrà Urrahhhh! E' Mercoledì! Escono i nuovi fumetti nelle fumetterie! C'è roba bella nei cinema! Pavia si anima di universitari! Arrivati alla metà della settimana lavorativa vi rendete conto che ora è tutta in discesa, che sia stata una settimana bella o brutta è sicuro che state arrivando velocemente alla sua conclusione... allora perchè non premiarsi con un pò di dolcetti? Come quelli che i bimbi presenti in questo film chiedono per le strade di una cittadella americana con la solita nenia di "Dolcetto o Scherzetto? " ( trad: Trick or Treat) mentre il mondo intorno a loro sembra impazzire e popolarsi di maniaci, licantropi, zombie e un particolare Jack 'o Lantern!
Un film- fumetto che diverte e di ottima fattura e che ci riporta ai mitici film horror ad episodi di un tempo ma con un particolare sguardo ad un montaggio che interseca le varie vicende in una notte che vede rinascere ogni possibile incubo!
Ahhhh... se "Creepshow" vi fa impazzire allora siete nel posto giusto!
P.s.: anche se non è mia intenzione approfondire troppo le micro- recensioni qui è d'obbligo dire che nel cast c'è quella bella figliuola di Annathe Pacquin.

GIOVEDì: I SELL THE DEAD.


Giovedì vi dovete riprendere dal carico emozionale dei giorni prima, distendetevi. Respirate a fondo.
Il Giovedì e tempo di prendere le cose alla leggera, che cazzo vi siete fatti una settimana di lavoro e domani sarete altrove con la testa, perciò tanto vale gustarvi una "horror comedy" come "I sell the Dead" e farvi un paio di risate a cuor leggero mentre due profanatome scoprono che la compra vendita dei cadaveri "diversamente morti" è molto più redditizia di quel che speravano! E così inizia la folle ricerca nella nebbiosa Inghilterra dell'800 di zombie, vampiri e... alieni (?!?) da vendere al miglior offerente...
Unire la commedia leggera all'horror è difficile senza sfornare una cazzata e questo film ci riesce benissimo (non a sembrare una cazzata, ma a unire i due generi) e devo proprio sbilanciarmi... è bello almeno quanto "El dì dela Bestia".

VENERDì: CALVAIRE



Venerdì, è finita. Il weekend sarà roba da nomadi in giro per pub e parchetti con la colonna sonora dei Motorhead in sottofondo - compreso il remix di Ace of Spades- , oppure concorrerete al titolo di Opossum dell'anno stragiandovi sul divano a dormire come scrofe gravide ( e perciò vincerete il titolo "Scrofa Gravida dell'anno", e non quello dell'Opossum... cazzoni!) ma ciò che importa sarà entrare nel giusto ordine di idee per gustarsi una doverosa pausa dal lavoro... cosa che se avesse fatto il povero cantore girovago di questo film ( che ancora ci dimostra come gli europei possono tranquillamente fare film fighi sulle sevizie e la tortura e non cose da troie come quelle di Eli Roth... - ti stai ripetendo!- -Chi cazzo sei tu?- -Lascia stare e vai avanti a scrivere, ricordati le pastiglie- - humm..ok...cosa volevo dire prima di questa enorme parentesi che è una sorta di omicidio della morfologia italiana?- - Del protagonista di Calvarie.--ah, grazie- -Prego.-) metto un punto almeno posso rincominciare la frase in maniera coerente.
Punto.
Il protagonista di Calvarie di cui (come avrete notato) non mi sovviene il nome è un cantante girovago che nei suoi viaggi s'imbatte in un uomo tradito e lasciato dalla moglie, solo in una brughiera popolata da campagnoli idioti e minorati mentali. Ma ora è tutto passato, l'uomo tradito è felice! Perchè? Ha ritrovato sua moglie... o meglio... picchia e sevizia il cantante, vestendolo da donna e costringendolo a FARE sua moglie. Tutto molto bello, tutto soft,,, nessuna musica che dice allo spettatore "idiota qualcosa non và!", sembra quasi una puntata della "Casa nella prateria" all'inizio, infatti ci sono i contadini che s'incaprettano le pecore.

Pace, amore & Buon WEEK END!


p.s.: per chi lavora il sabato consiglio un "Misery non deve morire" visto che è stata una settimana con gran prevalenza di Torture movies!

sabato 13 febbraio 2010

Orphan

C'è qualcosa di sbagliato in Esther




probabilmente lo smodato abuso di Photoshop nella locandina.

venerdì 29 gennaio 2010

Clive Barker's Jericho



Ovviero "un gioco di paura non è sempre un gioco da paura."

Ma a me è piaciuto cazzo!

Questo sparatutto in prima persona uscito nel 2007 ed edito da CODEMASTERS per Playstation 3, XboX 360 e PC racchiude in sè un cumolo di buone idee mal espresse che comunque lo rendono godibile e differente da tutti gli altri FPS disponibili sul mercato.
Quando si parla di questo prodotto il primo e fondamentale punto da prendere in considerazione è che la storia e l'ambiente sono stati inventati dallo scrittore horror Clive Barker (l'inventore di Hellraiser e Cabal); la trama comunque non è eccezionale e risulta anche un pò kitch in alcune parti del suo svolgimento ma è comunque gradevole il fatto che ci sia uno sviluppo della trama e che le creature che ci ritroviamo ad affrontare sono FOTTUTAMENTE horror, perverse ed assolutamente uniche nel loro genere.

Perciò bando alle ciance, ed andiamo a vedere da quale cavolo di buco infernale sono stati vomitati gli abomini più schifosi della storia degli esseri umani.
Dovete sapere che quando Dio creò l'uomo lo fece un pò troppo a "sua immagine e somiglianza", creando di fatto una sorta di suo clone imbecille, calvo e dal potere illimitato: il "Primogenito".
Quest'essre pressochè onnipotente, vero e proprio errore di Dio, venne perciò esiliato in una sorta di cittadella (Al- Kahli) di freaks racchiusa nelle piaghe del tempo, in una dimensione che non appartiene all'uomo.
Questa è la premessa, ed ora veniamo ai tempi odierni. Per tenere a bada tutte le porcherie inumane che si aggirano nel mondo è stata creata la cazzutissima squadra speciale Jericho, formata da elementi unici nel loro genere e non solo perchè son soldati cattivi e cazzuti, ma perchè ognuno di essi possiede dei "poteri" che li rendono speciali.
Uno di questi uomini, tale Arnol Leach la cui capacità era quella di cogliere i segreti del karma, ha scoperto la possibilità di acquisire un potere pressochè infinito e la possibilità di sfruttarlo in eterno utilizzando i segreti di Al - Kahli; città del Primogenito - come detto prima- che può essere evocata solo tramite un grande sacrificio di sangue.
Perciò giù con bombe nei centri commerciali finchè con un "puf" la città non compare in uno sperduto deserto.
Appena iniziato il gioco si dimostra abbastanza noioso, il primo schema però è solamente una sorta di intro-tutorial per la follia omicida che verrà in seguito. Nei panni del comandante della squadra Jericho, Devin Ross - la cui abilità è quella di guarire gli altri esseri viventi- , guida i suoi uomini in quelli che sembrano dei resti di un'antica città persiana... qui i primi problemi quando al posto che i terroristi al soldo del vostro ex- compagno Leach vi accolgono degli esseri verrucosi enormi. Abituati alle assurdità il comandante Ross e i suoi uomini continuano sino ad un piazzale dove dev'essere consumato un ultimo sacrificio per aprire le porte di Al-Kahli nel nostro mondo. E da qui lo sparatutto in prima persona inizia a differirsi dal resto dei giochi del suo genere, infatti l'ultimo sacrificio siete voi! Devin Ross viene squartato du un altare da un Arnold Leach trasformato in un grosso pipistrello umanoide.
Tutto è perduto e mentre l'ombra della morte cala su di voi il vostro sangue richiama l'abominevole città nella realtà.
Leach avrà il suo potere.
I vostri uomini saranno assorbiti in una dimensione di mostri e bestie sanguinolente fatte di pustole, denti e metallo.
Chiudete la console, avete finito il gioco.



No no no, era ovviamente uno scherzo! Qui inizia il gioco,con la sua vera e propria diversità - a modo suo-, insomma già in Hexen avevamo visto dei personaggi di un FPS utilizzare delle magie, no?
Bello ma non originale, se consideriamo pure che uno può (giustamente, visto che è forse il miglior FPS della storia) comprare quel capolavoro di Bioshock.
Insomma, quando tutto sembra essere finito ecco che si scopre un potere supplementale di Devin Ross, anch'esso collegato al Karma, che gli permette di impossessarsi dei corpi dei suoi uomini.
E così avremo la possibilità di utilizzare sette personaggi con differenti armi e magie in modo da scegliere di volta in volta come vogliamo approcciare il nemico e come comportarci nel gioco! Vogliamo far saltare teste dalla distanza con la nostra cecchina? Spaccare tutto con un Vulcan e delle magie di fuoco? Oppure comandare - è possibile dare ordini alla squadra mentre si è in possesso di qualsiasi personaggio- i nostri uomini mentre dalle retrovie creiamo potenziamenti magici?
Bello ed originale questo nuovo approccio agli sparatutto che ci fornisce, anche se di rado, dei differenti tranelli in cui dovremo cavarcela utilizzando le abilità di determianti personaggi oppure delle situazioni in cui il gruppo dovrà - per svariati motivi- agire diviso in due squadre, Rossa e Blu.



Nelle vostre potentissime schiere potete contare su dei personaggi ben caratterizzati, di cui potete scoprire il background nei contenuti speciali:

XAVIER JONES: armato di mitra e pistola ha dei poteri telecinetici, è ufficialmente il vostro sostituto in comando. Peccato che voi (Devin Ross) siate ancora vivo sottoforma di spirito e che avete ancora voglia di spaccare il culo al traditore di Leach.

ABIGAIBAL BLACK: il mio personaggio preferito per quanto riguarda le missioni più fracassone, è una cecchina che avuto qualche piccolo problema in seguito a degli abusi sessuali da parte del padre e forse per questo ha scelto di passare dalla parte opposta. Questa lesbica darà svariate soddisfazioni sia con il suo fucile che con la cazzutissima pistola, ma la vera crème saranno i suoi poteri di tecnopate. Infatti non è un caso che abbia un cavo che dal cervello arrivi sino alla sua arma, essa ha uno stretto rapporto con la tenologia che le consente - tra le altre cose- di guidare i propri proiettili con la mente. Divertente visto che quando attiverete questa abilità vedrete il proiettile come se foste voi (cioè in prima persona) e potrete sforacchiare vari nemici di fila.

BILLI WIHELMINA CHURCH: giapponesina fidanzata di Delgado è una emo del cazzo. Esatto, sta poverina per usare i suoi poteri si deve incidere ed evocare una "magia del sangue" che può bloccare oppure bruciare i nemici. Personaggio che adoro per le missioni in cui bisogna andare faccia a faccia con il nemico, è armata di una katana che - ovviamente? - è forse l'arma più potente del gioco e du una pistola mitragliatrice.

PADRE RAWLINGS PAUL: questo prete (di cui si scopriranno dei particolari segreti nel corso dell'avventura) è un figo e baffuto cinquantenne che fa strage di nemici con le sue pistole soprannominate "Fede e Destino". Anche se non è il capo del gruppo è quello più esperto e a cui tutti - te compreso- fanno riferimento. Il nonnetto è in grado di esorcizzare i nemici e far resuscitare i membri della squadra, ed è l'unico a capire realmente ciò che accade in Al - Kahli.

SIMONE COLE: amante di BLACK è un'autistica in grado di mutare la realtà, accellerare o rallentare il tempo, far aumentare il danno dei proiettili sparati dal gruppo ed infine è lei che continua a teletrasportare nuove cartucce dal mondo reale alle vostre armi. Con questa ragazzina non potrete mai rimanere a corto di munizioni!

FRANK DELGADO: cazzone "spacco tutto" del gruppo, talmente sbruffone da utilizzare il suo Vulcan con una mano sola. Vabbeh a dire il vero non è colpa sua... infatti nel suo braccio destro è sigillato un demone del fuoco che lo rende inutilizzabile per gestire le armi, ma utile per bruciare i nemici! Insomma quest'uomo non si può pulire il culo ma è in grado di carbonizzare tutto ciò che si muove innanzi a lui.

Con questa folta schiera di eroi al vostro fianco, forse - FORSE-, riuscirete ad uscire dalla città malefica e a spaccare la faccia a Leach. Certo, considerate che Clive Barker ha fatto la trama perciò non sperate che non ci siano lutti o colpi di scena! E' anche importante capire come funzionano i vari livelli del gioco: ogni tot. livelli finirete in una diversa realtà che ha causato varie vittime. Nazisti, nobili romani - che affronterete in mezzo a delle piscine piene di feci e vomito, preti folli - che portarono alla morte migliaia di bambini con la scusa che Dio non gli avrebbe mai fatti morire per una crociata, ed ora ve li ritrovate sottoforma di spiriti con amputazioni a rompere il cazzo...- e chi più ne ha più ne metta.
Un vero e fottutissimo incubo che si dipana per tutta la storia dell'umanità.
Assolutamente da evitare la versione italiana che è doppata male - DAVVERO MALE, la gente parla con la bocca chiusa!- e ci sono errori di ortografia nelle schede dei personaggi.
Ovviamente non è il miglior FPS horror della storia, ma di sicuro è una bella e tosta videogiocata.

domenica 24 gennaio 2010

DOVE SONO FINITI QUEI CARI, BELLI ED UN POCO TRASH HORROR GAME? parte 2




FEAR EFFECT

VARIE ED EVENTUALI: uscito nel lontano... 1999? per playstation uno ed edito da Eidos, questa indagine dai risvolti sovrannaturali si presentò come risposta della casa di Tomb Rider ai grandi horror game del tempo (Resident Evil e Parasite Eve), puntando non solo su un sistema di gioco innovativo ma ad una grafica cartoon - la più espressiva dell'epoca- ed a delle sane sparatorie alla Jhon Woo.

Trama: tutto è molto semplice all'inizio. Peccato che in questo gioco - a diofferenza di parecchi altri- le cose vanno a peggiorarsi in modo fottutamente grave per i tre protagonisti.
Ci troviamo nella bella e paradossale Hong Kong, con i suoi palazzi luminosi e le sue campagne disabitate, con la tecnologia al soldo della mafia e la magia di diabolici Dei dimenticati dal tempo. In questo suggestivo paesaggio i nostri tre protagonisti, mercenari di professione, ricevono il compito di ritrovare la giovane Wee Ming, figlia di un ricco industriale della città di nome Mr. Liam.
E così prendiamo il controllo della bella e letale Hana Tsu Vachel; una Lara Croft che sembra però uscita dalla penna di Chendler, il killer blu vestito Royce Glas e per ultimo il cicciotto, baffuto ma tosto Jakob Decourt detto "Deke".
Questo trio inizierà una lotta senza quartiere a colpi di pistola con la mafia Cinese, per venire poi risucchiati sempre di più in un oblio di violenza e magia, possessioni e mosti. Nessuno ne uscirà completamente integro e quest'avventura cambierà questi tre personaggi per sempre... qualcuno non farà più ritorno dalle profondità dell'Ade.


Cosa ci piace? beh parecchie cose davvero! La protagonista Hana era una bella vaccona digitale e per i tempi le scene di nudo parziale davano un vero scandalo, l'atmosfera che non si riuscirà più a riprodurre nel seguito (che poi era un prequel) e l'interazione tra i personaggi principali che nel procedere dell'avventura entreranno in conflitto tra loro, sino al tradimento.

SPOILER!!!Oltre agli inquietanti finali multipli, alle possessioni, all'amputazione del braccio di Glas e alla morte e dannazione di Jakob che sono dei gran passi avanti nell'evolversi della trama dei videogiochi horror; possiamo anche contare su tre divertenti novità: la grafica a cartoon che non ci delude mai, lo schermo che era fatto apposta con un elegante taglio cinematografico a 16:9 e il "fear effect", un vero e proprio monitor sulla sanità del personaggio che stiamo giocando, che se superava la soglia consentita può morire... di paura!


Cosa non ci piace? era su quattro differenti cd, perciò uno si aspettava qualcosa di sconfinato... invece gli abienti erano abbastanza ristretti, e i tempi di caricamento erano di una lunghezza irritante anche se non c'erano presenti i "caricamenti porta" della saga di Resident Evil ma piccoli video di "movimento".



Che fine ha fatto? eh, CHE CAZZO DI FINE HA FATTO???? Ci piacerebbe saperlo visto che la Eidos non è che ultimamente navigli in acque troppo limpide, soprettutto con una Lara Croft che oramai non attira più fans ed anzi ne perde a bizzeffe! Dopo al primo gioco uscì Fear Effect 2: Retrohelyx, che però era un prequel agli avvenimenti di Hong Kong in cui potevamo rivedere i nostri protagonisti ancora integri e vivi. Girando per intrernet si trava il trailer di Fear Effect 3: Inferno, ma il gioco non è mai uscito ed è un peccato perchè sembra parecchio più horror dei suoi predecessori!

DOVE SONO FINITI QUEI CARI, BELLI ED UN POCO TRASH HORROR GAME?





Ovvero, le spaventevoli serie horror che la storia ha dimenticato!

La storia dei videogame è farcita di innumerevoli titoli che per un qualche e misterioso motivo sono scomparsi nel limbo e negli oscuri meandri del tempo, giochi a su cui ognuno ha messo le mani oppure giochi assolutamente unici, oppure talmente banali che sono passati in sordina in mezzo a noi o ancora talmente belli da essere andati a ruba senza che le nostre povere console potessero accoglierli.
Giochi che avremmo voluto violentare.
Giochi (Xenogears, Vagrant Story) che hanno creato discepoli.
Giochi stupendi.
Giochi di merda.

Tra i tanti giochi che sono passati senza che molti potessero utilizzarli, oppure senza che le case produttrici volessero spendere più un quattrino su di loro, quelli horror si sono riusciti a ritagliare un piccolo posto speciale nel mio cuore... perciò questo è un piccolo tributo a quei piccoli videogames che non dovrebbero essere dimenticati.
Fate largo vari Resident Evil, Silent Hill e Alone in the Dark... ARRIVANO I PICCOLI!


Nightmare Creatures II
Varie ed eventuali: uscito nel 2000 per Playstation e Dreamcast è il seguito del molto più noioso Nightmare Creatures, edito da Kalisto.
trama: siamo in una Londra del 1900 dove il malvagio Dottor Crowley ha trasformato l'intera popolazione in orribili mostri con evidenti riporti alle creture di Lovecraft. Mentre gli intrepidi e anonimi avventurieri di Nightmare Creature (il predecessore dava la possibilità di scelta su il personaggio da usare: un Sig. Nessuno e una Sig.na Nessuno)spaccano il culo a destra e a manca, la nostra attenzione si sposta verso un lurido manicomio nel quale il Dott. Crowley ha rinchiuso sin dalla nascita il folle Herbert Wallace. Da qui la storia è semplice, una volta che gli eroi del primo capitolo hanno liberato Londra il malefico dottore è tornato per conquistare l'intera Europa... perciò nei panni (e bende) del pazzoide psicopatico Herbert e con in mano la nostra brava accetta ci facciamo largo tra scimmie mutanti, vermi enormi e diavoli sino allo scontro finale con il nostro malefico carceriere.
Cosa ci piaceva?il protagonista, Herbert, era un vero e prorpio idolo! Andava in giro come il fottuto maniaco con l'accappatoio che unbo s'immagina d'incontrare al parco, con l'unica differenza che sto poverino era ricoperto di bende - e se non sbaglio non solo non ne veniva spiegato il motivo, ma non se le levava mai!- dalla testa ai piedi. Dal suo bendaggio furioso spuntavano solo delle ciocche di capelli lunghi e presumibilmente unti e il suo ghigno da cervello bacato... wow, l'uomo che vorremmo come vicino di casa!
E poi... le creature erano puramente Lovecraftiane per un buon 70% e quelle che non lo erano mantenevano comunque un aspetto gozzo ed ignorante.
Dulcis in fondo le musiche erano prese dalla discografia di Rob Zombie, che nel video introduttivo ci regala un vero e proprio gustoso videoclip!

Cosa non ci piaceva? beh per prima cosa il 3d... questo a mio parere doveva essere un gioco di pura ignoranza, a scorrimento laterale, ed invece ci si è ritrovati a dover fare i conti con una grafica un pò bruttina persino per l'epoca.
La ripetitività, il gioco aveva una forma tutta uguale! Tot di schemi, boss... e via così per venti livelli.
Il Boss finale era davvero brutto e stupido, gravissimo errore in un gioco del genere! Anzi... in ogni gioco in generale!
Che fine ha fatto? BOH! Nonostante le buone vendite del secondo capitolo la saga si è arenata alle prime versioni delle console di nuova generazione, su internet si vocifera un possibile Nightmere Creatures 3, forse per pc. Le notizie sono comunque vecchie di due anni e le poche foto recuperabili ritraggono una zingara in un campo nomadi... 'somma non una cosa stimolantissima.

giovedì 21 gennaio 2010

DOOM









ovvero: non è la solita americanata, è stato fatto a Praga...
Ebbene finalmente sono giunto a recensire un film di cui posso riportare la COMPLETA SINOSSI E SCENEGGIATURA. Non mi credete? Leggete:
The Rock:"Siamo dei Marines fighi, io sono figo, tu sei figo, quello è un mostro. Spara al mostro."
Mostro: "tengo moglie e figli..."
The Rock: "non mi fotte un cazzo tanto a me pagano trenta volte te che ti devi vestire con trenta chili ci caucciù che è pure cancerogeno ogni giorno per fare la merda di comparsa mostruosa che muove le braccia a cazzo così che tutti pensino che sia fottutamente terribile e poi quando scatti o fai qualcosa di più come scoreggiare vermi ti sostituiamo con il computer che è più bello e meno pirla."
Mostro: "nel tuo discorso non ci sono i punti, nè le virgole..."
The Rock: "..,.,..,-.,..,--,.-,"
Bè e poi per tutto il film c'è una fortissima colonna sonora tipo: "BWWRRAGG! RATTTATTATTTA! Provussss! Kabbom." insomma è da oscar. Di più.
Ma la parte migliore del film sono le fantastiche innovazioni tecnologiche!
1- le porte automatiche del futuro non hanno la fotocellula, se ci metti il braccio in mezzo mentre si chiudono te lo amputano, fonti certe dicono che pure la porta dell'Esselunga di Cuneo è così.
2- La base dei marines futuristici è... in... ommamma.... eppure ho sentito bene...California!? Mah...
3- I videogame del futuro sono una storia! 6 volte più grossi del game boy e 44 volte più brutti!
4- le mine dei marines fanno "ding" prima di esplodere, come il microonde. Molto tattico...
5- i personal computer del futuro sono uguali a quelli di 20 anni fà ( per favore guardate il pc della sala di detenzione....) solo che hanno tocchi di plastica attaccati quà e la alla cazzo che non servono a nulla ma sono firmati Armani.
6- Lucy il più antico primitivo mai ritrovato ( questo è vero.) è in realtà un alieno. Con un figlio. (questo forse è un pò meno vero...)
7- Gli alieni hanno un teletrasporto da qualche parte in Ohaio. Manco sò se si scrive così...
8-le armi tecnologiche sono custodite in una stanza con scritto "Armi altamente tecnologiche". si capisce che nel futuro useranno cerbottane.
9- come ogni film che si rispetti gli Space Marines sono stà preparati e armati con tecnofucili e poi sbagliano mira da 12 cm.
Infine, per la sicurezza di tutti: nel futuro le porte stagne possono essere aperte a pugni se sei una comparsa con addosso il lattex o con la motosega se sei uno zombie.
Ma non è finita qui... ad esempio, se un giorno dovessi raggiungere Marte, come posso fare?
Bè prima cosa prendi un elicottero che ti porta in un ascensore posto in mezzo ad un prato con un cazzo in torno (qui capisci che o sei in Basilicata o in Ohaio), dopo di che questo fantastico ascensore ti trasporta in un...bah, forse una base o forse un raduno gay del futuro...non è che si capisca molto bene... ed in fine da qui una sborrata dal colore metallico potrà allegramente teletrasportarti in un turbinio di effetti speciali che non vogliono dire un cazzo alla tua meta: Olduvai. Fra Gatteo Mare e Marte, bel posto. Qui ad aspettarvi ci sarà un monco mezzo robot che felice vi avviserà che lui, anni addietro, ha perso il culo e tutto ciò che c'è sotto in un viaggio con il teletrasporto. E' membro anche di un Club Med. Ma non lo dice. Perchè se no diventa poco realistico il film. Benvenuti a Marte.
Incredibile signori...le chicche non finiscono qui!
Ogni film di azione che comprende il concetto di gruppo tende "leggermente" a stereotiparne i componenti. Ma non doom. Lui si eleva. Componenti:
1 cinese compaio e muoio
2 negretto simpatico
3 il pazzoide
4 lo sfigato
5 il negrone sono forte e crepo per forza
6 il "Gesuomane" (by Homer Simpson)
7la bella fighetta.
8il figo numero uno
9 il figo numero due che poi diventa cattivo e/o muore per fare diventare ancora più figo il figo numero 1 che raggiunge il leggendario livello di fighissimo altro che take that.
10 il monco (Alien la clonazione?)
insomma questa "scatenata decina" ci farà vivere momenti indimenticabili!!!!

Ebbene, dopo aver leggermente ridicolizzato questo filmucolo è tempo di venire a qualcosa di più pratico.
Diretto da Andrezej Bartkowlak (mah...), storia di David Callaham prodotto da Lorenzo di Bonaventura e John Wells attori: Karl Urban, Deobia Oparei e the Rock (il famoso wrestler che praticamente è l'unico motivo per cui questo film ha avuto un minimo di pubblicità, da notare però che oltre a film di merda come il Re Scrotone...ops... Scorpione ha fatto un eccellente cammeo in Be Cool).
La trama è tanto spastica quanto carica di una sana ignoranza che la rende perfetta per un film in cui per non scader ancora più nel ridicolo le sparatorie devono calzare come un guanto: durante gli scavi archeologici su Olduvai (famosissima località di marte...) una cerchia di scienziati vengono massacrati dopo aver inviato un s.o.s. Il Marine Serge (The Rock) parte perciò alla volta del misfatto accompagnato dalla sua equipe di machoman (fra cui spunta John Grimm a.k.a. Ripper, protagonista del film) per proteggere la struttura e preservare la quarantena, nonchè recuperare i dati segreti di una corporazione senza scrupoli (hum... alien?). Tutto sembra andare per il verso giusto per lo scrittore di questa favoletta David Callaham che in effetti riesce a coinvolgerci anche più di quanto dovrebbe dando dritte su di una popolazione pre-esistente con nel dna tracce del 24 cromosoma, super riflessi, super rigenerazione cellulare...etc, in più tracce del fatto che questo 24 cromosoma sia stato "biosintetizzato" artificialmente tramite la sostanza c 24. Pare logico chiedersi come mai questo popolo così evoluto si sia estinto, visto che l'unico resto è uno schelettro che cerca di proteggere un bambino (ovvio anch'esso schelettro) tuttora conservato in una bacheca...'somma chi o cosa è sopravvissuto centinaia di anni per tornare a uccidere - o ancora peggio, mutare- i poveri coloni archeologi (che stavano anche facendo esperimenti illegali sottobanco sul c24)?Bè la trama prende. Il fatto che negli ultimi venti minuti scada nel ridicolo più assurdo ipotizzando un gene del Male...bè Callaham... diciamo che ricorderò il tuo nome per quando farai lavori un pò più degni.
Registicamente è ne più ne meno una cazzata, atmosfere cupe per il signor Andrezej significa non assumere un tecnico dell'illuminazione, azione significa muovere la telecamera a caso (grazie a Dio senza Bullet Time!), tensione è sinonimo di vecchie situazioni trite e ritrite. Qualche idea apprezzabile c'è come il finale girato in prima persona alla Doom con tanto di salti, inquadrature di ricarica dell'arma, spari, movimenti frenetici nei corridoi, mirini...etc. Non mi è piaciuto, è una cazzata...ma almeno ci ha provato e chicca finale dopo questa scena in prima persona alla doom - non mi azzardo a definirla soggettiva- c'è il lead rosso che decretava la fine livello nel videogame!!! Lo ricordate? E' lui! Certo è una cagata anche questa ma devo dire che in fondo l'ho apprezzata. Scrivo più volte il termine apprezzato perché non ho un vocabolario dei sinonimi e contrari.
Ora, dopo aver martoriato questo film forse più del dovuto è tempo di elencarne i pregi: i mostri potevano esser fatti tutti al computer, invece a discapito delle movenze è stata scelta la grafica. Plasticosi ma belli.
Le "nano porte" in mezzo a tutte le cazzate tecnologiche spiccano come un lampo di genio molto apprezzato. Nome ridicolo, ma apprezzato.
Fra i personaggi Portman spara perle di saggezza: "Ah, licenza... io, una stanza, tre travestiti ed una tequila", oppure "Ci faccio 5 dollari che è colpa di un dipendente scontento con un fucile." ma anche the Rock non è da meno, trasformato in uno zombie (carini, davvero ben fatti) ricorda il suo passato da wrestler e cita "Last man standing, Ripper..."
Tocco di pacchiana classe il marine che s'incide le croci sul braccio con il coltello ogni volta che bestemmia ed anche la donna posseduta senza un braccio. Il resto è "KABOOM, rattatta, neeeeow, sbam!"
Preparatevi al peggio e verrete piacevolmente sorpresi, aspettatevi qualcosa di più da questo film ed andrete in paranoia.
E poi… nessuno, NESSUNO, è al pari del doomguy!

mercoledì 20 gennaio 2010

John Carpenter's FOG.




....o per il cinema italiano The Fog (mah...) .
JOHN CARPENTER'S FOG.
1980, Studiocanal Image, ovviamente diretto e musicalmente (si può dire "musicalmente"?) curato da John Carpenter ed al suo fianco la produttrice di sempre Debra Hill nonchè la sua attrice-feticcio preferita Jamie Lee Curtis, altri attori: Adrienne Barbeau, John Houseman, Janet Leight, Tommy Atkins, Nancy Loomis (avete capito bene, miei cari ossessionati della saga di Mayers, questa si chiama Loomis) e l'indimenticabile cammeo di Hal Holbrook nei panni di padre Malone -che incredibilmente è quello che meglio ha interpretato il tipico personaggio- guida- babbo punto fermo in quasi tutti i film di Carpenter-.
Bèh dette queste caratteristiche tecniche giungiamo alla trama, semplice a prima vista ma via via sempre più "orribilmente intrigante" come è consuetudine del regista, che dopo aver indirizzato lo spettatore verso il diablo di turno lo condisce con cento e più sfumature indirette rendendolo sempre più vero e per l'amor del cielo, incredibilmente carico di phatos.
Siamo in una cittadina di pescatori sulle coste della California a San Antonio Bay ( buon giorno mr. Lovecraft) dove sta per cadere il centenario della città (21 Aprile) quando un peschereccio, avvolto da una misteriosa nebbia, viene ritrovato con gli occupanti tutti morti. Per la precisione viene ritrovato solo uno dei tre occupanti, e senza occhi.
Ma come tutto qui? Bèh forse ho dimenticato di dirvi che la nebbia è a dir poco "ectoplasmatica" e che in essa si aggirano i defunti lebbrosi che il capitano Drake (hummm...ma quante citazioni) cercò di portare in salvo100 anni prima. Forse non vi ho detto che gli antenati dei cittadini di San Antonio Bay hanno deciso l'omicidio dei lebbrosi facendoli affogare in mare con un tranello. Forse, e qui ho finito, avrei dovuto farvi capire il leggiero astio dei non morti verso i cittadini della città.
Come al solito Carpenter confeziona un piccolo capolavoro registicamente parlando, l'introduzione della leggenda di Drake e i titoli di testa (siparietto- campana- siparietto) sono una chicca mica male, l'aria pesante che ci fa respirare il regista non è da poco, inquadrature della nebbia che silenziosa ingloba la città, gli zombie che ricordano lo stile in cui erano inquadrati ( oppure non inquadrati?) i vietnamiti in Platoon e la tensione resa in modo impeccabile con immagini frenetiche che saltano da un capo all'altro della città legata solo dal grido disperato di una madre alla radio "mio figlio è a casa da solo, qualcuno lo salvi..." lucido caos, idilliaco delirio per gli amanti dell'horror Carpenteriano.
Eppure...è uno dei suoi film meno riusciti. Eggià. Ovvio che comunque a mio parere si merita un bell’inchino ma certe cose non possono essere perdonate: Jake il meterologo muore con la mossa di Spok di Star Trek eseguita da uno Zombie, il pezzo di nave dove s'intravede il nome della barca di Drake e che poi cambia l'iscrizione con l'epitaffio "6 moriranno" è prima di 50 cm, poi di 30 e poi ancora di 60. Mah.
La trama è legata in alcuni punti proprio da uno sputo... ( vedi la telefonata che fa incontrare la direttrice della radio con il protagonista che è + o - " ho trovato i cadaveri dei miei amici sulla barca" "ed io un pezzo di legno maledetto...")... ma dopotutto il film risulta comunque piacevole e meritevole di essere visto.

La MANO



“Baciamo le mani”- okay con questa sono scaduto davvero in basso…-
La Mano o The Hand è un film horror che risale al 1981, e ciò che più deve attrarre l’attenzione di chi si appresta a vederlo è che è uno dei primissimi film da regista, attore (in un piccolo cammeo) e sceneggiatore di Oliver Stone. Chi è questo sconosciuto? Scherzo! Oliver Stone è un pezzo da novanta del cinema odierno, che per quanto lo si possa amare o contestare ( litigò in modo irrimediabile con Quentin Tarantino per Natural Born Killers) bisogna prendere atto che ha dimostrato il suo valore sul “campo” almeno con un cinque o sei film memorabili, nella sua bacheca dei trofei sbrilluccicano (non so se esiste come termine, ma avrete capito che intendo) ben tre Oscar (saltiamo a piè pari qualsiasi commento sulla commercialità di questo premio e sull’erronea credenza che i registi più bravi sono i più premiati): il primo nel 1979 come Sceneggiatura non Originale per il film “Fuga di Mezzanotte”, il secondo come miglior Regista per il capolavoro “Platoon” ed il terzo – sempre miglior regia- per “Nato il Quattro Luglio”.
Una volta capito con chi abbiamo a che fare posso riassumere velocemente il cast: Michael Caine… ed il resto sono solo misere comparse. Ah dimenticavo! E’ prodotto dalla Warner Bros. Ed ecco che prima della trama voglio solo dirvi che “vorrei una mano.” Ah! Qualcuno l’ha capita? Okay è l’ultima battuta sulle mani che faccio per questa recensione….
Il film inizia prendendo l’ultimo giorno di vita “da destro” del disegnatore del fumetto Mandro (una sorta di Conan, da quel che s’intravede dalle strisce inquadrate nel film) che durante uno spostamento in macchina con i nervi tesi a causa di un litigio con sua moglie – che guarda a caso stava guidando- perde la mano in un incidente idiota. Avete presente nelle gite in bus la maestra che vi dice “non sporgete le mani dal finestrino!”? Beh questo povero uomo non doveva averli dato ascolto perché perde la mano proprio così, tranciata da un camioncino di uno zotico. E’ idiota ma giuro che la perde così.
E da qui la vita del fumettista va ovviamente a rotoli, la moglie è una troia, il suo fumetto Mandro è messo in mano ad un eunuco, non può più masturbarsi, non può più disegnare, ha una protesi di merda, pulirsi il culo figuriamoci e deve trasferirsi dalla sua reggia in Vermont prima a New York e poi in California dove inizia ad insegnare e trova l’amore di Stella, una sua alunna. Tanto per cambiare pure lei è troia.
Insomma la vita di sto povero Michael Caine – mi sfugge il nome del personaggio che interpreta- è una latrina piena ed intasata, ma a pari passo con le sue sfighe l’uomo inizia a scoprire la parte oscura di se stesso e sia le morti misteriose che le visioni della sua mente traviata dall’odio abbondano ma alla fine… “una mano lava l’altra!”…no comment, questa era davvero l’ultima cazzata… alla fine è la sua rediviva mano che leva di torno chiunque li abbia fatto un torto o è il protagonista che nei suoi momenti che definisce di “blackout” uccide con ferocia inaudita?
Beh la trama è tutta qui, nemmeno molto originale perché ricordo di aver visto un film simile (si trattava di un pittore però e non di un fumettista) parecchi anni or sono che parlava delle gesta di una mano amputata, ma d’altronde le mani mozzate nel cinema horror- gore- demenziale abbondano, voglio ricordare solo la Mano Oziosa in Piccoli Diavoli e il mitico, insuperato ed insuperabile Bruce Campbell nel secondo capitolo di Evil Dead (o La Casa) di Sam Raimi che lotta con il suo arto indemoniato. E come protesi poi usa una motosega e scusate se è poco…
La prima cosa che mi è balzata all’occhio vedendo questo film è la profonda misoginia di Oliver Stone, insomma è possibile che tutte le donne presenti nella pellicola sono troie? La moglie rientra nello stereotipo che “donna al volante, pericolo costante” visto che è a causa della sua guida spericolata che l’artista perde il prezioso arto (oh mi sono ricordato, il nome di Caine nel film è Jonathan Landsdale) e come se ciò non bastasse cornifica il marito monco con un finocchio yuppie insegnante di yoga di nome Bill, la sua seconda fiamma ovvero l’amante Stella invece decide di cornificarlo progettando un viaggio di solo sesso a Los Angeles con il collega insegnante di filosofia di Jonathan tale Braian che tanto non riuscirà a gustarsi l’appetibile ragazza… ma non voglio svelarvi nulla. Rimangono altre tre figure femminili nel film: la collega- capa di Jonathan che lo cerca di sostituire con un tipo davvero brutto scagliandolo via dal timone del suo comic Mandro, la figlia Lizzie che spiffera alla polizia e chiama “l’amico di mamma” Bill con l’appellativo di zio ed in fine la psichiatra criminale che… beh che aveva i capelli bianchi ed urlava al posto di parlare. Insomma le figure femminili del film sono tutte negative. E’ incredibile come nessuna femminista l’abbia messo al bando, a me ha condizionato così tanto che dopo averlo visto ho salutato una mia amica con un calcio sui denti. Infatti scrivo dal carcere.
Ma passiamo ad una “spanna” più avanti e lasciamoci indietro le cazzate per esaminare prima i pregi e poi i difetti di questo film:
L’accurato dettaglio come l’erba che si muove dietro a Jonathan che nel campo cerca la sua mano, il contrasto tra il mondo “positivo” a colori con il mondo “negativo” –ovvero quando l’odio e il rancore prendono sopravvento e muovono le mani o la mano del protagonista- tutto in bianco e nero, la finezza di rendere Mandro un vero e proprio specchio cartaceo del protagonista che “non deve pensare ma agire” e quando a Jonathan viene messa innanzi l’opportunità di far crescere il proprio comics dotandolo di introspezione esso si rifiuta (forse perché sa che dentro di Mandro- ovvero dentro di se- albergano istinti omicidi) e la simbologia dell’anello che lo lega ad un matrimonio fallito e che scompare con la mano amputata e per poi riapparire con essa. Una vera finezza il fatidico “Last Chance Saloon” in California e le prime visioni di Jonathan che per l’appunto vedevano prima una sorta di aragosta e poi il pomello della doccia diventare rispettivamente la mano.
Peccato che tutta quest’analisi non giovi sul film tanto da renderlo una sorta di trip onirico e neppure uno sconfinato abisso di terrore, dopotutto rimane un horror valido fatto da persone valide ma con gravi pecche, prima fra tutte: la mano. Oliver Stone – pare- si vantasse di aver fatto costruire ben 30 mani che con congegni meccanici potevano muoversi, strisciare, afferrare ecc… okey le 30 mani giocattolo, ma almeno una mano credibile? Una che non urli allo spettatore che è fatta di caucciù? Approposito delle urla: quando la mano viene pugnalata, inspiegabilmente urla. Ora io non sono un genio dell’anatomia e non voglio polemizzare troppo sul fatto che le mani possedute possano urlare o meno (… come fa solo una mano senza la muscolatura del braccio a strangolare un uomo?) ma almeno dagli una bocca a stà poveraccia… Carlo Rambaldi avrà pure curato gli effetti speciali e verrà anche considerato un guru nel suo campo, ma per l’amor del cielo durante questo lungometraggio ha toppato più di una volta, basti pensare alla coda di lucertola iniziale (quasi grossa più di un fottuto drago di Komodo, e almeno che non l’abbia persa Godzilla…) oppure al fatto che in molte scene il braccio sano e il braccio mancante di una mano hanno la stessa lunghezza.
Non infierisco ulteriormente ma vi prego di guardare l’età media dei partecipanti alle lezioni di disegno in California, cazzo manco Jonathan fosse ad insegnare all’unitre!
Un ultima cosa! Alla fine c’è uno scontatissimo duello “mano v.s. Mano” e come ho detto sopra… non è nemmeno lontanamente simile a quello di Bruce Campbell, anzi forse questo involontariamente è più comico…
Da ricordare chicche del tipo “Non si tagliano le palle a Superman!” oppure il colloquio con la psichiatra criminale che chiede dov’è la mano e lui risponde…. Beh non vi posso rovinar la sorpresa finale, no?
Sempre meglio questo film che starsene con le “mani in mano”…. Okay mi merito una manata sulle balle.
Almeno Stone non aveva ancora lucrato sull’11 Settembre.... hops!
Dai l’ultima frase l’ho aggiunta oggi!

BAMBINI CANTERINI DEL CAZZO.

Porcaputtana.

i bambini sono una merda.
fanno schifo, sono infidi, pericolosi, esseri umani cui la vita ancora non ha insegnato l'umiltà e la paura...quindi esseri abietti senza remore morali.
il cinema ci aveva avvertito...




i bambini sono il male....e cosa c'è di più stupido che far passare il male attraverso lo schermo del televisore?




beh, ditelo a quel pirla di Gerry Scotti, a lui e a questa aberrazione di merda:




ma stiamo scherzando?
perchè poi, io che ho avuto la fortuna di perdermi questo spettacolo aberrante, questo infido ibrido dai denti a tagliola, questo fenomeno da baraccone che quando l'adolescenza lo coglierà perderà ogni speranza di essere speciale ed acquisterà la certezza di dover spendere metà stipendio in prostitute per avere una vita sessuale, perchè devo ritrovarmelo sul tg5 mentre sto aspettando Beautiful?

bambini canterini di merda...
ed è noto il volto del messaggero del male...
che ha spianato loro la strada tanti anni fa...


LA CASA (also known as THE EVIL DEAD) di Sam Raimi


La Casa fu un pugno nello stomaco per tutto il genere horror quando, nell'81, anno della sua uscita, iniziò ad infestare i cinema di tutto il mondo.




Scritto e diretto da Sam Raimi, insieme agli amici di sempre Bruce Campbell( il mitico Ash) e Robert Tapert (i tre sono i proprietari della Renaissance Pictures, casa di produzione dietro la trilogia della casa e le serie tv Hercules e Xena),
la casa è un horror low budget (circa 90 mila dollari...un costo zero per i film di allora) che ha rivoluzionato il genere con le sue tecniche di ripresa innovative e travolgenti, che trasformavano la macchina da presa stessa nel "male morto"(Evil Dead) che distorce la realtà in cui cerca di tornare...







La trama è semplice: 5 ragazzi decidono di passare il week-end in uno chalet di montagna...dove a causa di un vecchio libro(il Necronomicon di Lovecraftiana memoria, scritto con il sangue e rilegato in pelle umana!) dei demoni si risvegliano e iniziano a possedere e fare scempio dei corpi dei ragazzi.

Scempio...la parola non è casuale...

la Casa
è un susseguirsi, fino al bagno di sangue finale, di corpi dilaniati, facce deformate, bagni di sangue, occhi cavati dalle orbite, matite nei talloni,mani staccate a morsi,decomposizioni fino alla scena più famosa del film:
quella in cui una ragazza, che decide di fuggire nei boschi...viene attaccata dagli alberi...una citazione a Biancaneve portata alle estreme conseguenze: gli alberi e il bosco, che nella fiaba terrorizzavano la ragazza mangiamele…qui LA STUPRANO!


Il male si nasconde nei boschi, i ragazzi sono in trappola e muoiono uno ad uno...e in tutto questo le riprese di Raimi che rendono fisico il terrore.

La Casa
è horror del corpo... ma è l’altra faccia delle riflessioni/ossessioni sulle mutazioni e lacerazioni corporee tipiche di Cronemberg.
qui i corpi sanguinano e saltano in aria per creare l'effetto totale...l'orrore massimo.

la Casa
è come una corsa sulle montagne russe inondate di sangue, dove solo alla fine( e nemmeno tanto) puoi tirare un sospiro di sollievo.

Ma non è un film perverso o che si compiace della violenza...

c'è l'eccessività dei maestri dell'horror italiani a cui Raimi si ispira(Fulci, Mario Bava) ma c'è una forza di dirompente creatività di fondo(derivata dai cartoni animati e dalle commedie slap stick...tipo i tre marmittoni, citazione che diverrà palese ne la Casa 2) che rende il tutto atrocemente divertente e ipnotico.

La Casa
è uno dei film che segna l'inizio dell'horror degli anni 80... esce dal sociale esplicito e (ri)entra nella fiaba dei corpi straziati per puro spettacolo...
uno spettacolo fortemente autoironico, colorato, estremo, fantasioso e creativo, ben lontano dalla violenza gratuita ( e finta sporca) degli “horrorucoli” di oggi (le cazzate tipo Hostel…film in cui dei dementi vengono torturati da altri dementi…




LA CASA
è L'ESPERIENZA DEFINITIVA NELL'HORROR TRUCULENTO....E UNA LEZIONE CONTINUA DI REGIA.

avete paura di essere inseguiti e non essere abbastanza veloci?

avete paura di non riuscire a salvarvi?

di decomporvi e cadere a pezzi?(in questo caso anche cambiare crema idratante può aiutare)

LA CASA
è IL VOSTRO INCUBO PEGGIORE



P.S.


i soldi per finanziare EVIL DEAD (la casa, per l'appunto)

vennero trovati da Raimi and the happy company grazie a questo prototipo:

WITHIN THE WOODS