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mercoledì 29 settembre 2010

Welcome to Fortune City.

Dead Rising 2 è qui. E' arrivato, nel bene o nel male, con i suoi litri di sangue, i suoi centinaia di zombie, le sue armi inventate e la sua meccanica di gioco unica.



Avete 72 due a tirare a campare. 72 ore che sono intense come tutta la vita.
Voi siete l'ex pilota di motocross Chuck Greene che cerca di recuperare lo Zombrex (unico farmaco che ritarda gli effetti del contagio zombie) per vostra figlia e l'unico modo per farlo è massacrare zombie in un gioco a prove chiamato "Terror is Reality" in cui si vincono soldi.
Certo, il mondo è andato a puttane, i morti si sono risvegliati ed hanno iniziato a mangiare i vivi ma c'è sempre chi è disposto a pagare bene un pazzo che guida una moto con due motoseghe pronte a ridurre in brandelli i "diversamente -vivi".
Finchè c'è chi paga, c'è chi vende ed allora anche il farmaco Zombrex viene dato ,solo a chi se lo può permettere.
Ma tu, Chuck, non hai la possibilità di permettertelo... ma devi averlo.
Un gioco che dura 72 ore, tre giorni da quando i cancelli che contenevano gli zombie usati per Terror is Reality sono stati liberati a Fortune City ed hanno iniziato a mangiare gente.
72 ore in cui potrete investigare su chi ha cercato d'incastrarvi.
72 ore per decidere se salvare civili oppure uccidere zombie in modi sempre più atroci e geniali.
72 ore per somministrare regolarmente il preziosissimo Zombrex alla vostra bambina.



Per ora ci ho giocato ancora poco per dare un Giudizio Gratuito, da quello che ho visto c'è tanto divertimento, qualche pecca grafica e un personaggio in costante crescita come nei migliori GDR.

giovedì 22 luglio 2010

Cadaveri nel tubo catodico



è ufficiale (oh, beh... lo era da un bel pezzo): The Walking Dead sta per diventare una mini serie televisiva.
Il fumetto sugli zombie più bello del nuovo millenio (... e anche di quello vecchio?)è oramai alle porte.

mercoledì 14 luglio 2010

La Horde

In una Francia di poliziotti dal grilletto facile e la vendetta pronta (tra i quali c'è uno uguale al cattivo di IRON MAN) e mafiosi nigeriani che urlano "Io sono nigeriano, io sono nigeriano, io sono un fottuto nigeriamo", stanno per arrivare degli zombie con i denti aguzzi pronti a fare un buffet di mangiaformaggio.

E non mi sto inventando nulla.




Questo film c'insegna tante cose, ad esempio se sei un negroide non significa che non puoi diventare zombie (alla faccia tua, Romero!) e che le diverse etine (arabi, francesi, nigeriani) possono unirsi e collaborare sotto un fronte comune, basta che ci sia qualcosa a cui sparare.

E così vien fuori sto La Horde, film che volevo tanto vedere e che sotto alcuni punti di vista mi ringalluzzito, ad esempio ci sono gli zombie.

Tanti zombie.

Poi... beh il resto non è che sia tutto sto granchè, eh.

Alòra: siamo in francia, ok? Dei mafiosi nigeriani hanno ucciso male, ma proprio male, un poliziotto, ok? I caramba francesi sono cazzuti e si mettono il passamontagna e vanno ad ammazzare i nigeriani nel condominio dov'è ambientato tutto il film, ok?

Ok, fin qui tutto bene.

Ma bene davvero: il film inizia e ci prsesenta i fatti, un paio d'inquadrature sapienti (purtroppo, forse, le uniche) ci fanno capire con chi abbiamo a che fare e in un battibaleno siamo a fianco della squadra di vendicatori a vivere quello che è a tutti gli effetti un buon action thriller.

Yannick Dahan e Benjamin Rocher fanno la squisita mossa che fece Robert Rodriguez con "Dal tramonto all'Alba", anche se non così marcata, ci illudono di una cosa e poi, all'improvviso e senza avviso o spiegazione (come nei veri film di zombie, faccino ammiccante e provocatore) ci catapultano in un'orgia infernale di resuscitati famelici e assai difficili da uccidere. O così sembra, visto che poi si mettono ad ammazzarli a mani nude.



Poi che succede? Boh.

Davvero, non si capisce a che prende a sti registi che iniziano ad infilare delle inquadrature WTF una dietro l'altra.
Nell'ordine: un nigeriano che uccide uno dei suoi ex amici, oramai zombie, spiaccicandogli la faccia contro un pilastro di cemento urlando la fatidica frase:"Io sono nigeriano, io sono nigeriano, io sono un fottuto nigeriamo", il tutto mentre fissa a cazzo quello che dev'essere un effetto in CG montato dopo e con poca voglia.

Ma quello che è ancora peggio... è l'immagine della copertina! La vedete, no? Figata con tutti quegli zombie e bla bla... beh l'immagine era utile più o meno come il tipo in Matrix che non dice una parola in tutto il film e crepa subito. Non so se lo ricordate, era quello con gli occhiali, dei ribelli... dai ... quello che ammazzano togliendo la spina.

Ecco, quell'immagine - menzognera, visto che c'è solol'arabo sulla macchina mentre gli altri sono a puttane- è gratuita e stupida, mi pare di vedere proprio la coppia
Yannick Dahan e Benjamin Rocher che dice "Beh, qui ci piazziamo una scena figa con il tipo sulla macchina e miglialia di zombie, così se sembrava un film horror normale facciamo capire a tutti che amiamo la saga di Residen Evil."

A parte queste piccoli ma noiosi intralci nella regia (e pure nella trama...), il film rimane un buon interattenimento horrorifico, si lascia guardare e a qualcuno potrebbe anche piacere.

Chiudete due occhi sul sopravvissuto della guerra contro i musi gialli che sfodera un arsenale a babbo dall'immenso nulla. Perchè è ovvio che in Francia le portinerie hanno i mitra, bah, spero di aver capito male io.

venerdì 4 giugno 2010

Tutti NAZI/ZOMBIE con il culo degli altri.

è da un pezzo che raccolgo materiale per "5 film in 5 giorni: Special Zombie Edition", il problema vero è che vorrei fare l'articolo quando uscirà qualche zombie news di spessore, allora ogni tanto sbologno recensioni di film Zombie che sennò mi rimangono sul groppone.

Per tenere comunque un filo conduttore, i due film qui di seguito non solo parleranno di Zombie, ma addirittura di... NAZI ZOMBIE!

OUTPOST



Il primo nazi-zombie movie è OUTPOST e arriva dall'Inghilterra, paese di pioggia e piercing alla vagina.
Film del 2008 narra delle vicende di un gruppo di mercenari dell'Est Europa che viene assoldato da un misterioso geologo per accompagnarlo in un bunker abbandonato dalla seconda guerra mondiale.
Misticismo e Pseudo-scienza catapulteranno l'allegro party nelle fauci di un esercito immortale ed implacabile che è rimasto racchiuso nelle piaghe del tempo sin dalla fine della guerra.
Che dire? Beh, i nazi zombie fanno sempre la loro porca figura così come la scienza che s'incontra con il mistico; per il resto Steve Barker confeziona un horror movie mediocre, aiutato dalle atmosfere clasutrofobiche (ma lontane secoli da quelle di The Descent) e dal buon make up che riesce ad emozionare dove la recitazione mediocre degli attori fallisce.
Il party è fottutamente classico e c'è anche il negretto per rispettare tutti i canoni del genere, gli zombie fantasmi si muovono in un modo parecchio strano (cioè, se possono apparire alle spalle dal nulla, perchè prendersi proiettili a palate?) ma dopotutto ho visto di peggio: i commenti di Raffo.

Dead Snow



E chi s'aspettava una commedia dell'orrore made in Norvegia? Cioè, che io sappia lassù stanno solo a prendere salmoni... e invece...
E invece un cazzo. Fa ridere, è vero, ma dieci minuti d'ilarità non possono essere una scusante per novanta minuti di inisipidi personaggi, di cui ci rimangono nella mente un paio di loro e oltretutto a brandelli...
La trama? Un gruppo di ragazzi (ma dai?) và in una casupola in montagna (massù!) e lì trova il tesoro dei maledetti nazi che ruppero le palle tempo addietro ai paesani che giustamente gli ammazzarono tutti. Allorchè i nazi si svegiano per riprendere il loro tesoro (Yauh...)e uccidono i giovani.
Perchè questo film è degno di essere ricordato?
1- un tipo cicciotto fa la cacca in uno di quei cagatoi separati dalla casa come si usavano 40anni fa, una tipa entra e si fa scopare mentre lui scagacurengia tutto. Giuro.
2- uno, attaccato dagli zombie nazi afferra falce e martello. Incrociando i due arnesi un nazi zombie ha una reazione di repulsione tipo Dracula e croci.
3- un personaggio di origini ebraiche viene morso e si chiede se sarà contagiato, visto che è un pò ebreo. Nel dubbio si sega via un pezzo di corpo, andando contro alle richieste dell'amico che diceva di fermarsi, poi appare un altro zombie. Lo morde. Il tipo si trancia via ancora una parte di braccio.
Alla fine arriva uno zombie che gli morde le palle. E a questo punto il tipo ci rinuncia.
Bello l'impegno, ma trooooooppo banale il cast! O fai Scary Movie o L'armata delle Tenebre, un film che è in mezzo io non riesco a scusarlo del tutto.

giovedì 20 maggio 2010

DEAD SET



Amico, dico a te.

Tu, che fai dell'horror parte fondamentale della tua vita.

Tu, che con gli zombie copuleresti.

Tu, che uccidereti a colpi di ciolla quelli che ti spacciano Fear Itself come roba buona.

Tu, che speri ogni anno che nella casa del grande fratello rilascino gas nervino. E anche sui tipi che ci stanno fuori.

Tu, che dopo aver visto i "Masters of Horror" avevi da ridire sulla scela dei masters e pure sulla parola horror, che ti rimane solo "of" che non vuole dire un cazzo.

Tu, che a un buon telefilm non dici di no.

Tu, che dopo aver visto Top Gear hai avuto la riprova che in Italia non siamo nemmeno in grado di pulire le scarpe agli altri stati. Che facciamo le fiction sui carabinieri, tutte uguali.

Questo Dead Set - che se non sbaglio sta per arrivare in Italia- è un piccolo gioiello che pure noi italiani saremmo stati in grado di fare, ma no. Noi ci si diverte con il Commissario Rocca e L'ausiliare Montalbano, un posto all'ombra e stronzate varie...

Comunque: avete presente come funziona il grande fratello, no? Pigli un manipolo di gente dalle dubbie capacità mentali e le metti in una casa con le telecamere, una volta che sono dentro inizia lo show e questi vivono all'oscuro di che accade nel mondo sollazzando con i loro intrallazzi da prima media tutti i cosi che lo vedono. Se gli autori sono bravi - e lo sono- tirano fuori dal cilindro una nuova magia ogni volta che gli ascolti calano e così via sino all'eliminazione di tutti i concorrenti tranne uno.
Ebbene questo format è - ovviamente- comprato dal'estero e non è una novità che in tutto il mondo esistono i vari "Big Brother", inghilterra inclusa.
Ed ecco che Dead Set (cinque episodi di citazionismo, regia caotica, bell'horror e bai paesaggi) ci pone innanzi a un dubbio: e se mentre ci sono sti babbi nella casa FUORI arrivano i nostri amati zombie e come da contratto... si mangiano tutto e tutti?

Breve ma bella serie Tv a base di zombie, i personaggi sono assolutamente citofonati - lo spaccone è spaccone, la bella figa è stupida e bella figa- ma che non danno fastidio perchè seguono tutti quanti un copione fatto di scelte sbagliate, omicidi e morte.

Fascinoso.


sabato 20 marzo 2010

FIDO



Sicuramente uno dei migliori zombie film degli ultimi dieci anni, uno splendore cinematogarfico che riesce ad essere critico, irriverente e comico come pochi altri prima di lui.

Purtroppo questa commedia horror canadese non ha riscosso successo al botteghino, ma comunque ha presenziato ad alcuni dei filmfestival più importanti del mondo, come: Toronto International Film Festival (2006), Sundance Film Festival (2007), Vancouver International Film Festival (2006), Kingston Canadian Film Festival (2007),Florida Film Festival (2007) ed infine al Fantasy Filmfest in Germany (2007).

La trama fa subito presagire un capolavoro; infatti immaginatevi un mondo fermo negli anni 50 con tutto quello che ne consegue: le villette a schiera dell'americano medio con il prato sempre perfetto, la televisione in bianco e nero, i vestiti in tinta unica, le aiuole curate dal comune senza che nessun tossico ci butti delle siringhe dentro, le famiglie tutte fatte con il copia/incolla che aspirano ad essere perfette con figlio bravo e moglie sottomessa e sorridente per poter non sfigurare al confronto con i vicini durante la grigliata della domenica ed esser così membri onorabili della società e tutti i carissimi zombie.
...ZOMBIE?
Già.

Come ci spiega un cine/documento propagandistico all'inizio del film, l'umanità ha appena affrontato una Grande Guerra contro le legioni di non morti che si sono risvegliate a causa di "misteriose radiazioni" venute dalo spazio. Così dopo numerose battaglie gli esseri umani hanno trovato una sorta di equilibrio nella tecnologia dell'azienda Zomcon che con le sue scoperte è stata risolutiva nel conflitto ed ora è praticamente il sostituto di ogni autorità prima costituita.
Soprattutto grazie ai collari di contenimento Zomcon gli zombie (che continuano a ricrearsi visto che ogni nuova morte è la nascita di un nuovo zombie), i non morti sono divenuti un elemento integrato ed utile nella società che tende ad essere coesa e perfetta, e così abbiamo lo zombie lattaio che ci lascia il latte alla porta, il teenager zombie che ci lancia il giornale nel prato ogni mattina, gli zombie da compagnia (assolutamente "in", tutti ne hanno uno! Altrimenti si fa brutta figura con il vicinato!), gli zombie giardinieri, gli zombie che ti salutano all'uscita della città, quelli che ti aprono le porte quando entri o esci da un edizicio pubblico... insomma, un casino di zombie per un casino di mestieri!



Ma per gli esseri umani, cosa cambia? Nulla, o quasi. Oltre ad aver una vita più comoda l'uomo medio svolge tutte le normali mansioni e coltiva i suoi vizi come se il mondo intorno a lui non fosse oramai un pullulare di bestie cannibali. Solo alcune cose cambiano, perchè la società deve anche tutelarsi per questo problema che non può ignorare e perciò al posto dei boyscout abbiamo dei cadetti Zomcon, l'ora di educazione fisica a scuola si svolge in un poligono di tiro a cielo aperto in modo che tutti i bambini possano esercitarsi ad uccidere gli zombie cattivi (ma non si può avere una pistola vera prima dei 12 anni, eh!), certamente la Zomcon entra nelle case di ognuno con le sue stupende invenzioni come il contabattiti per il cuore dei vecchi "appena smette di battere, noi partiamo - dice alla pubblicità un bel faccione acqua e sapone- perchè dei vecchi non ci si può fidare!" e per giunta il livello di criminalità è sceso a zero: le prigioni sono divenute ospizi e i criminali vengono buttati fuori dalle recinzioni che circondano le città per venir divorati dagli zombie selavaggi.



In questo mondo che un poco Happy Days e un poco La notte dei morti viventi noi seguiremo la storia di un ragazzino, Timmy Robinson, e della sua famiglia. L'imput che da inizio alla commedia è la scelta della madre di Timmy (Helen) che compra un servo - zombie per non sfigurare con i nuovi vicini che sono dei pezzi grossi della Zomcon. Nonostante la paura del padre e l'atteggiamento un pò scettico di Timmy in poco tempo lo zombie "Fido" si conquisterà le simpatie da parte della famiglia.
Cazzo sembra quasi di vedere il primo film del cane Beethoven.
Ovviamente tutto fila liscio come l'olio finchè il collare di Fido non fa cilecca - proprio quando stava nascendo un rapporto con il piccolo Timmy, direi un rapporto cane - padrone- e si mangia una vecchia rompiballe.
Da qui in poi è tutto un rivelarsi e ritrovarsi sentimentali e anche un pò buonisti in un film dove nessuno è davvero cattivo, uno zombie che sembra poter provare affetto e degli uomini che non riescono ad uscire dai loro schemi mentali retrogradi e l'affermarsi prepotente del ruolo della donna che non è più disposta a sfornare figli e basta.



Dolce, horror, comico e critico Fido è un film originale sui buoni sentimenti, sugli affetti e l'amicizia e su come i vivi possono essere più morti dei morti stessi quando permettono agli altri di condizionare la loro vita con i loro giudizi.
Timmy è effettivamente privo di una reale figura paterna, così come Helen vede negato il suo poter essere donna forte a discapito di un amore debole... una continua ricerca di questo ventaglio di personaggi che finiranno tutti per incontrarsi nell'inevitabilmente scontato - ma non per questo brutto - finale.
Per ultimo c'è una regia che aiuta in modo sapiente a trasportarci indietro nel tempo, la scenografia ed i set sono sempre ripresi con colori caldi e familiari, le scene di violenza sono accompagnate a musica dolce e non vengono mai riprese con troppo sadismo o particolari... anzi spesso Andrew Currie preferisce divertirci inquadrando solo delle sagome che ululano alla luna (per alcune resurrezioni) e filmando i momenti passati in macchina in vecchio stile: camera fissa, veicolo fisso e paesaggio "girevole" - anche se penso che in questo caso sia stato messo su blue screen- dietro.

Bello. Molto.

mercoledì 20 gennaio 2010

John Carpenter's FOG.




....o per il cinema italiano The Fog (mah...) .
JOHN CARPENTER'S FOG.
1980, Studiocanal Image, ovviamente diretto e musicalmente (si può dire "musicalmente"?) curato da John Carpenter ed al suo fianco la produttrice di sempre Debra Hill nonchè la sua attrice-feticcio preferita Jamie Lee Curtis, altri attori: Adrienne Barbeau, John Houseman, Janet Leight, Tommy Atkins, Nancy Loomis (avete capito bene, miei cari ossessionati della saga di Mayers, questa si chiama Loomis) e l'indimenticabile cammeo di Hal Holbrook nei panni di padre Malone -che incredibilmente è quello che meglio ha interpretato il tipico personaggio- guida- babbo punto fermo in quasi tutti i film di Carpenter-.
Bèh dette queste caratteristiche tecniche giungiamo alla trama, semplice a prima vista ma via via sempre più "orribilmente intrigante" come è consuetudine del regista, che dopo aver indirizzato lo spettatore verso il diablo di turno lo condisce con cento e più sfumature indirette rendendolo sempre più vero e per l'amor del cielo, incredibilmente carico di phatos.
Siamo in una cittadina di pescatori sulle coste della California a San Antonio Bay ( buon giorno mr. Lovecraft) dove sta per cadere il centenario della città (21 Aprile) quando un peschereccio, avvolto da una misteriosa nebbia, viene ritrovato con gli occupanti tutti morti. Per la precisione viene ritrovato solo uno dei tre occupanti, e senza occhi.
Ma come tutto qui? Bèh forse ho dimenticato di dirvi che la nebbia è a dir poco "ectoplasmatica" e che in essa si aggirano i defunti lebbrosi che il capitano Drake (hummm...ma quante citazioni) cercò di portare in salvo100 anni prima. Forse non vi ho detto che gli antenati dei cittadini di San Antonio Bay hanno deciso l'omicidio dei lebbrosi facendoli affogare in mare con un tranello. Forse, e qui ho finito, avrei dovuto farvi capire il leggiero astio dei non morti verso i cittadini della città.
Come al solito Carpenter confeziona un piccolo capolavoro registicamente parlando, l'introduzione della leggenda di Drake e i titoli di testa (siparietto- campana- siparietto) sono una chicca mica male, l'aria pesante che ci fa respirare il regista non è da poco, inquadrature della nebbia che silenziosa ingloba la città, gli zombie che ricordano lo stile in cui erano inquadrati ( oppure non inquadrati?) i vietnamiti in Platoon e la tensione resa in modo impeccabile con immagini frenetiche che saltano da un capo all'altro della città legata solo dal grido disperato di una madre alla radio "mio figlio è a casa da solo, qualcuno lo salvi..." lucido caos, idilliaco delirio per gli amanti dell'horror Carpenteriano.
Eppure...è uno dei suoi film meno riusciti. Eggià. Ovvio che comunque a mio parere si merita un bell’inchino ma certe cose non possono essere perdonate: Jake il meterologo muore con la mossa di Spok di Star Trek eseguita da uno Zombie, il pezzo di nave dove s'intravede il nome della barca di Drake e che poi cambia l'iscrizione con l'epitaffio "6 moriranno" è prima di 50 cm, poi di 30 e poi ancora di 60. Mah.
La trama è legata in alcuni punti proprio da uno sputo... ( vedi la telefonata che fa incontrare la direttrice della radio con il protagonista che è + o - " ho trovato i cadaveri dei miei amici sulla barca" "ed io un pezzo di legno maledetto...")... ma dopotutto il film risulta comunque piacevole e meritevole di essere visto.