venerdì 15 aprile 2011

E' da un sacco che ti stavo aspettando: Alien v.s. Ninja.




... ed è in italiano!

A Seiji Chiba devono piacere due cose: manga e Power Ranger. E in questo film si vede, eccome.
Ricordate i mitici villaggi ninja di Koga ed Iga, di Basiliskiana memoria? Bene, aggiungeteci un Predator che è un pò Tremors e un pò Graboid, un pò delfino e soprattutto è parecchio un uomo con addosso un costume che gli fa pure le pieghe attorno al pacco ed avrete tutti gli elementi che compongono alien v.s. ninja.
Se Yoshihiro Nishimura e Naoyuki Tomomatsu con le loro opere si confermano gli sbruffoni dell'oriente mantenendo uno stile delirante e dai colori caldi che lo rendono irreale, la produzione di Chiba versa da tutt'altra parte puntando su spudorata gommapiuma ed effetti in CG che hanno un certo spessore ma vengono usati con il contagocce.
I personaggi che compongono il cast sono tutti al loro posto e ritagliati con simmetria, senza badare di cadere nello scontato: il bello tenebroso, il protagonista spavaldo, la stupenda ninja e l'immancabile ciccione comico che ci sta sempre bene nei movie orientali (pure nei film di To, che cazzo...).
Chiba non si fa spaventare dal lavoro che ha davanti nel trattare un'invasione aliena nell'epoca di Edo e ci fa godere delle sue geniali idee (patetici stilomi?) come i ninja dall'appeal alternativo o quelli con le maschere antigas e pugni di metallo con lame estraibili costringendoci sempre in situazioni gore-comiche alla Noboru Iguchi.
Impagabili i combattimenti, soprattutto quello iniziale. Puro Anime.

L'unico difetto di Alien v.s. Ninja è che è così poco trash che potrebbe presentarsi ad una schiera di non estimatori del genere, correndo così il rischio di non essere capito.

martedì 12 aprile 2011

Magic Art 2: perchè sono proprio belle.

Prendi una stupenda Damnation Textless e sommala a ...




... una IRA DI DIO Textless, bellissima già di suo:




e ottieni l'Apoteosi:




Questa si commenta da sola:



Carta con esplosioni e fuoco, come realizzata:



Ma questa rende di più l'idea di bruciato:



Questa è quella che potete sbustare:



Questa è la versione Alien Queen:

lunedì 11 aprile 2011

Magic ART.

Questa è l'originale:



Questa, invece, è arte:






sabato 9 aprile 2011

LOVELY COMPLEX: recensione che avrà errori ortografici.




Io in Lovely Complex ci credevo, cazzo.
Ci credevo perchè se sei alto 1.64 in fondo in fondo sogni sempre di montarti la giumenca più grossa del villaggio, perciò questo anime mi colpisce nell'intimo.
OTani è alto 1.54 - perciò una persona che soffre di nanismo, presumo, ergo non può essere figo come è figo nel fumetto... non può davvero andare a canestro ed essere un campione di basket!- mentre Risa è alta 1.72 e per qualche motivo in giappone le tipe alte un metro e settantadue sono delle mutanti. Forse perchè sono tutti bassi. Forse perchè Risa (come Otani) soffre di una doppiatrice con crisi di gonorrea che fanno sembrare ogni usa battuta un lamento di chi si scioglie dentro ad un cesso. Sempre se la gonorrea è un tipo di diarrea, sennò bisogna correggere e scrivere al posto di gonorrea diarrea.
Riusciranno i due ragazzi nel fiore dell'età a superare il loro complesso per la statura ed innamorarsi?
CAzzo la risposta è si.
Si perchè Otani e Risa sono uguali in tutto quello che fanno, sono ognuno l'altra metà della mela, il cielo e il sole, un cuore solo... beh sono identici. Ridono insieme, ascoltano Umibozu - un rapper giapponese di cui sono malati- e vanno male a scuola.
I due sono così tanto in sintonia che a scuola sono conosciuti come un duo comico molto famoso in giappone, gli "All Hanshin Kyojin".
Tutto questo fa male alla storia, fa male perchè anche se nei soliti anime d'amore sai dove andrà a quagliare la quaglia qui la cosa è così spudorata che dal primo episodio ti viene da dire "okay, non perdiamo tempo: fottete." e questo non fa bene all'evoluzione della love story. Mettere due personaggi uguali che devono interagire sentimentalmente è come iquadrare per venticinque puntate uno che non riesce a masturbarsi: e' snervante vedere che non riesce ad afferfrarsi la salamella che ha tra le gambe.
La comicità dell'anime è in gran parte incentrata sul cabaret giapponense, con tanto di schiaffetti corretivi e qualche gioco di parole... capite che ad un italiano la cosa non può piacere.
Quest'anime è talmente insulso - SPOILER- che quando Risa si confessa ad Otani lui non capisce e continua a non capire con un sistema di "personaggio stupido + malinteso" che è snervante per più di tra puntate in cui Risa praticamente gli dice che si vuole far sturare le tube di falloppio dal suo seme e lui continua a non capire, l'apice è quando sono soli in una stanza e lei gli racconta del ragazzo che le piace e termina il discorso con "è in questa stanza". Lui, per Dio, non ci arriva comunque in modo celere- FINE SPIOLER- che chi lo guarda deve più volte convincersi di non mollare la visione.
Poi che altro? Ah, si! Ad un certo punto gli sceneggiatori si accorgono che l'anime sta per finire e che hanno fatto tipo 20 puntate solo su Risa che piange -ò tra l'altro c'è da riconsiderare il ruolo della donna in Giappone perchè sta pora fiula non è solo il carattere debole, è prorpio l'umiliazione di chi si prostra col culo in fuori per farsi bacchettare da un nano con i suoi commenti e i suoi rifiuti (fetish anime!?!)- e alllora decidono di tirare fuori dal cilindro TUTTO. Ma davvero TUTTO.
Delusionilitigitradimentibacinascosticoppiechesenbranoesploderepoinoevalorichevengomessiindiscussioneall'improvvisoesicurezzechecrollano. Tutto i tre puntate. Facendo terrorismo sui comprimari dell'anime per di avere qualcosa da mostrare.

Lovely Complex ha la prima puntata che è uguale alla storia di Toradora!, e piuttosto di sprecare tempo con le altra 24 mi riguardo un piccolo capolavoro di love anime come Toradora!.

lunedì 4 aprile 2011

Seto No Hanayome



Prima di Dokuro-chan ero convinto che negli anime giapponesi ci fossero solo guerrieri che facevano esplodere la gente colpendo gli Tsubo e giggamazzingarobòt che difendevano la terra. Con Dokuro ho capito che gli anime possono fare ridere. Parecchio.
Dopo Dokuro-chan e le sue follie splatter no-sense raramente ho incontrato anime che lo eguagliassero in fatto di comicità, solo Baka to test to shōkanjū è stato in grado di surclassare l'angelo omicida armato di Excalibong di nome Dokuro.
Ed ecco che finalmente un'altra perla mi cade tra le mani con "Seto No Hanayome", una commedia- parodia- sentimentale che raggiunge livelli di idiozia invidiabili e che riesce davvero a fare ridere.
Con un citazionismo (anche grafico, basti vedere solo le scene alla Hokuto No Ken) che credevo in forze solo a film americani demenziali e nella mitica matita di Leo Ortolani, Seto No Hanayome ci catapulta in un mondo popolato da personaggi assurdi che fanno cose assurde... ed è tutto così bello!

Nagasumi Michishio è il solito ragazzino sfigatogiappotuttimiodiano che sogna il primo bacio durante le vacanze al mare nella pausa estiva, un giorno mentre fa il bagno rischia di affogare e viene salvato dalla bellissima sirena Sun Seto che contravvenendo le leggi dei Tritoni si rivela ad un umano. Nagasumi si vede costretto a sposare la giovane sirena per salvarle la vita.

Okay, fino a qui la trama è una merda. O quantomeno è spudoratamente banalotta... ma ecco che il potere del Sol Levante si scatena con il colpo di genio: la famiglia di Sun è composta interamente da Tritoni - YAKUZA!!!!

Capolavoro d'idea fa nascere una sfilza infinita di gag che tengono compagnia per 26 puntate che passano in un soffio fino al finale che se vogliamo è magico oppure nello stile di molti anime giapponesi si parla di "metafora", comunque esageratissimo.

Anime figo e consigliato.

Dieci più per i genitori che disconoscono Nagasumi ogni dieci minuti.

Dieci e lode per i momenti homosex.

domenica 27 marzo 2011

Paul: l'e.t. che fuma e dice parolacce.




E se un giorno due nerd inglesi in vacanza in america incontrassero un alieno maleducato, logorroico e che si fuma pure le canne?
E se a presso di questo alieno e dei suoi due compagni ci stessero non solo un tosto M.I.B., ma anche un paio di agenti idioti e un padre ultrareligioso dal grilletto facile?



Io amo Simon Pegg e amo Nick Frost. Li amo prechè mi hanno fatto ridere davvero un sacco ai tempi di Shaun of the Dead e hanno ripetuto l'impresa con Hot Fuzz. Due attori che sulla scena si completano e creno gag a volte troppo "inglesi" ma sempre funzionali.
Amo il modo in cui hanno preso per il culo prima il genere Horror e poi il Poliziesco (vedi anche Action) e anche con Paul i due amici si cimentano nell'impresa di ridicolizzare lo Sci-fi con un ottimo risultato.
L'unica cosa che manca in Paul è Edgar Wright alla regia, ma non per una qualche incompetenza di Greg Mottola, piuttosto perchè m'immagino Pegg, Frost e Wright come tre allegri compagni di bevute con ampio senso di cameratismo che creano film a tavolino durante una sessione intensiva di bevuta di Guinness.
I personaggi sono magistrali, su tutti quello più affascinante è Ruth ma il dilemma della ragazza iper-credente che si trova innanzi all'alieno Paul che sbriciola le convinzioni di una vita è stato snocciolato in pochi minuti; probabilmente il dramma che ne scaturiva poteva riempire una trilogia tutt'altro che comica e così con un "tocco" di mano aliena hanno preferito preservare il tono da commedia (giustamente), anche le piccole partecipazioni delle varie star sono particolarmente azzeccate e l'identità del "Big Boss" è un colpo di classe extradiegetico.
Un film che deve molto alle pellicole americane degli anni passati che trattano di extraterrestri, soprattuto quelle di Steven Spielberg.

Unico tasto dolente - per gli americani-: in questo film (inglese) tutti i personaggi made in U.S.A. sono cattivi o idioti o disgraziati.

Rivedere il mito di E.T. non era difficile, ma Pegg e compagni non si sono adagiati sugli allori (vedi Machete) e hanno sfornato l'ennesima commedia gioiello.

sabato 26 marzo 2011

The Last Lovecraft: Relic of Cthulhu



Millenni fa, il dio stellare Cthulhu giunse sulla terra per soggiogarla ai suoi voleri, uccidendo i dinosauri e costruendo la sua capitale, la città di R'lyeh in mezzo all'oceano.
Il mostro galattico, però, non aveva fatto i conti con gli Shoggoth che allora calcavano la terra con le loro forme mostruose seguendo gli ordini degli Antichi Dei.
Tra Cthulhu e gli Shoggoth iniziò una guerra terribile che raggiunse il suo culmine con la caduta di un metorite sulla terra e con l'inizio dell'era glaciale. Cthulhu allora si sigillò nelle profondità dell'oceano e gli Antichi Dei scapparono sulle Montagne della follia.

Passiamo ai giorni nostri.
Jeff (Kyle Davis) e il suo amico Charlie (Devin McGinn) sono due impiegati scontenti del loro lavoro, tutto il giorno rinchiusi in un box a cercare di compiacere il loro capo, ma un giorno tutto cambia!
Jeff è infatti l'ultimo discendete di H.P.Lovecreaft e deve custodire la reliquia che se unita ad un altro manufatto forma la chiave per il ritorno di Cthulhu.
Ovviamente i due ragazzi si trovano tra l'incudine e il martello con la Progenie Stellare (un mezzo Polpo umanoide con chili di trucco addosso) e i vari cultisti che vogliono fagli le penne e l'unico alleato nella ricerca del Capitano Olaf ( un vecchio che a quanto pare ne sa parecchio di mostri marini) è un super nerd di nome Paul.

Tralasciando le varie problematiche di CG legate probabilmente al budget ridotto, il regista Henry Saine confeziona una buona prova nel campo delle commedie horror, la sceneggiatura di Devin McGinn fa un pò d'acqua in un paio di parti ma riesce comunque a creare un buon ritmo con battute non immediate e gag semplici.
La recitazione forse non è tra le migliori ma i personaggi sono ben caratterizzati e soprattutto il Capitano Olaf esce geniale con i suoi ricordi che scimmiottano il film "Lo Squalo" di quando i pesci lo hanno violentato e di quando, sempre gli stessi esseri marini, gli hanno pisciato addosso.

Da quel che ricordo delle mie letture di Lovecraft c'è qualcosa di profondamente sbagliato nella ricostruzione del mito, sicuramente la storia del discendente e dell'artefatto sono inventate ai fini della trama ma anche la storia della meteora (per ovvi motivi) non mi suona bene...

Un film abbastanza divertente ma che non raggiunge i livelli de "L'alba dei morti dementi".