sabato 17 luglio 2010

L'amarezza del cacciatore.



"Non ho tempo per sanguinare."

"Se sanguina, può essere ucciso."

"Ci vuole il formaggio come con il topo."



1987, sigari, giungla, diarrea, avventura, una Vulcan vera, prove continue sullo studio del personaggio, un gigantesco attore che sul set ha una guardia del corpo per evitare che si metta a picchiare il prossimo,icone, sfide epiche tra capobranco.

2010, marketing, tanta CG, poche idee, brutta sceneggiatura che non riesce nemmeno a strizzare l'occhio, significato nullo e di potenza nelle immagini non c'è nemmeno l'ombra.



Passano troppe generazioni in più di vent'anni.

Passa la voglia di divertire e di divertirsi.

Passa la forza delle idee.

I miti degli anni passati avvizziscono nella politica californiana o in quella dei remake, e del macho sci-fi movie di un tempo non rimane che un film su predatori da poco che si sposa con Pandora, i Na'Vi e le fantacazzate di cui amano imboccarci in questi anni.

Quello che rimane è, pateticamente, solo questo:

3 commenti:

  1. che belle le foto di quello vecchio.
    cazzo solo dalle foto capisci che era n'altra roba.

    -Joe


    p.s.

    mi manca Raffo.

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